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Domenico Zucchetti - Coronavirus e inquinamento dell’aria
Domenico Zucchetti - Coronavirus e inquinamento dell’aria
Domenico Zucchetti - Coronavirus e inquinamento dell’aria
Redazione
6 anni fa

Per chi come me soffre di problemi alle vie respiratorie, l’inquinamento dell’aria è un problema parecchio invalidante. Con il coronavirus la situazione si fa ancora più preoccupante perché colpisce le vie respiratorie e porta a complicazioni gravi nelle persone che hanno già problemi. È pertanto facile concludere che le patologie causate dall’inquinamento espongono a maggiori rischi per il coronavirus. Il virus è nuovo, non ci sono ovviamente ancora dati certi, ma ci sono scienziati che già segnalano possibili correlazioni fra inquinamento atmosferico e aggravamento della situazione medica a causa del COVID-19. Le nostre autorità federali e cantonali stanno adottando misure perché si eviti il contagio e per fare in modo che gli ospedali siano preparati a trattare tutti casi. Non hanno però pensato a prendere misure per ridurre l’inquinamento dell’aria, problema cronico della nostra regione.

La situazione è delicata e complicata. La riduzione delle attività economiche dovrebbe portare a una riduzione dell’inquinamento dell’aria, nel medio termine. Nel corto termine la situazione è però diversa, perché molte persone, per evitare rischi di contagio, preferiscono usare l’auto invece dei mezzi pubblici. I livelli di inquinamento rimangono alti. L’ozono, uno di quelli che mi provoca maggiori problemi, è in crescita da anni, e a fine febbraio ha superato il livello massimo fissato dalle normative federali.

Le polveri fini sono completamente fuori controllo, nonostante nel 2018 il Consiglio federale scriveva “Per poter garantire il rispetto dei valori limite in vigore per le polveri fini, in Svizzera le emissioni di polveri fini e di inquinanti precursori devono essere ridotte di circa il 50 per cento rispetto ai valori attuali” e ricordava che la miscela di polveri fini “Genera infiammazioni locali alle vie respiratorie e può pertanto avere gravi conseguenze sulla salute: tosse, dispnea, bronchite e attacchi di asma in bambini e adulti; affezioni del sistema respiratorio e cardiocircolatorio, talvolta con necessità di ricovero in ospedale; cancro ai polmoni e morti premature.”. In questi giorni la meteo ha aiutato, ma la situazione dell’aria potrebbe peggiorare.

In più, per molti, c’è anche il problema delle allergie primaverili. Ci sono poi anche le preoccupazioni economiche per le misure in relazione al coronavirus. In più l’emergenza sanitaria farà lievitare i costi della salute e ovviamente noi cittadini riceveremo il conto. Un cocktail non proprio dei migliori. Sarebbe quindi molto apprezzato se le nostre autorità si dessero da fare per evitare, tutte le volte che respiriamo, di riempirci i polmoni di veleni. Migliorerebbe così di molto la qualità di vita e le persone sensibili all’inquinamento dovrebbero preoccuparsi meno del coronavirus. Non è poi certo un caso se in Ticino i premi della cassa aumentano più che in altri cantoni. Un’aria più pulita potrebbe anche essere un toccasana finanziario per lo Stato e le famiglie.

Domenico Zucchetti

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