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Domenico Bertolino: "Monteceneri, che pasticcio!"
Redazione
17 anni fa

Ho letto, nei giorni scorsi, che il Gruppo di lavoro per l’aggregazione dei Comuni di Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino, ha definito gli aspetti logistici ed amministrativi del nuovo Comune di Monteceneri, ma ancora una volta vi sono delle strane incongruenze e molte domande, che sorgono spontanee a causa del modo d’agire del Governo. Lo stesso, tramite gli Enti Locali, ha fatto pervenire ai Municipi dei cinque Comuni ed alle varie delegazioni dei Consorzi una lettera che li esorta, vista e considerata la scadenza delle proroghe concesse dal Consiglio di Stato, al rinnovo delle cariche degli organi consortili durante la seduta dei prossimi Consigli Comunali, adducendo come motivazione la seguente frase (cito): “Visti i tempi prospettabili per il progetto di aggregazione Monteceneri appare infatti più ragionevole favorire il rinnovo degli organi consortili piuttosto che concedere un’ ulteriore proroga degli stessi”. Ora, alla luce di quanto sopra, mi chiedo: se sono giunte a scadenza le proroghe per gli organi consortili, come mai non sono a scadenza anche le cariche municipali, quando invece i Municipi proseguono imperterriti il lavoro, sulla base di proroghe continue, oppure fuori termine di proroga? Non sarebbe più logico e a norma di procedura corretta, prima indire le votazioni nei cinque Comuni? I Consigli Comunali, allo stato attuale, sono legittimati alla nomina dei delegati per i Consigli consortili? La nomina di questi Consigli consortili, verosimilmente, avverrà non prima dei prossimi mesi di settembre o ottobre, quindi perché non aspettare le elezioni a novembre del Comune unico o dei cinque Comuni? La situazione venutasi a creare assume contorni paradossali, e lascia trasparire un’insicurezza di intenti e un intricato disegno del nostro Governo, che cerca di gestire come una telenovela (in cui ogni giorno arriva una nuova stravagante idea), l’ormai laboriosa aggregazione del Monteceneri che risulta essere priva di una visione ottimale. In aggiunta a quanto sopra restano sempre senza risposta esauriente le domande, che, ripetutamente, ho posto ai responsabili degli Enti Locali: perché non si è proceduto prima alle votazioni primarie nei singoli Comuni e solo successivamente alla consultiva per l’aggregazione? È dato per certo che si possano differire ad interim le votazioni per il rinnovo dei poteri comunali? Su che basi legali o su quale articolo di legge poggia questo differimento continuo (dapprima in primavera 2009 ed adesso autunno 2010)? Come mai bisogna ora procedere alla nuova nomina dei delegati dei Consigli consortili e solo di quelli e non dei Municipi? Per dovere di cronaca, una risposta l’ho ottenuta, ma non esaustiva, vale a dire che è stato il TF ad imporre al CdS di procedere prima alla votazione consultiva, il ché non corrisponde a verità. Infatti, il TF non ha imposto di procedere prima alla votazione consultiva e poi alle elezioni primarie, bensì il TF ha invitato il CdS, se intende proseguire con il progetto di aggregazione, ad indire una votazione consultiva a cinque. Cito la sentenza del TF data 10.11.2009: “Ne segue che il ricorso, in quanto ammissibile, dev’essere accolto, l’impugnato decreto annullato ed il CdS invitato a indire una nuova votazione consultiva. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è accolto e il decreto legislativo emanato il 2.12.08 del Gran Consiglio del Cantone Ticino è annullato. La causa viene rinviata al CdS per un nuovo giudizio nel senso dei consideranti.” Ora, come si evince dalla sentenza, non vi è nessun obbligo da parte del TF, si vede solo la volontà del CdS di procedere in questo modo caotico e privo di regole e basi legali, a parer mio scorretto. Come già espresso in altra occasione, chiedo al CdS, usufruendo dei miei diritti di cittadino, prima della votazione consultiva, di rispondere a tutte le domande poste, nel pieno rispetto della democrazia. Domenico Bertolino

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