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Diego Lissi - Salario minimo, colpo letale per alberghi e ristoranti ticinesi
Redazione
12 anni fa

I rapporti di lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione ticinese sono minuziosamente regolati dal contratto collettivo nazionale cui sono assoggettati tutti gli operatori, dal cinque stelle all’osteria di paese. Salari minimi sono fissati e validi per tutta la Svizzera, quindi gli stessi importi minimi sono corrisposti a Zurigo e Ginevra come a Olivone e a Fiesch, per un semplice addetto alle pulizie come per il chef di cucina.

L’iniziativa sul salario minimo di 4'000 franchi va a sovrapporsi e a gravare su questa parificazione delle regole e condizioni dei rapporti di lavoro a tutta la Svizzera, senza tener conto delle differenze obiettive di concorrenza, di costo della vita nelle varie regioni, di vicinanza alle frontiere, di qualità dei servizi.

La Germania ha potuto affrontare con successo la crisi economica degli ultimi 5 anni grazie soprattutto alla possibilità, introdotta dalle autorità è accettata dai sindacati, di contratti di lavoro collettivi validi a livello regionale o addirittura aziendale.

Il salario minimo a 4'000 franchi uguale per tutto il paese non avrà alcun effetto pratico sulle aziende delle zone economicamente più sviluppate, in particolare nelle grandi città svizzere, mentre potrà avere effetti devastanti per le aziende e per i lavoratori delle regioni svizzere meno ricche come il Ticino. Anche economisti noti per la loro sovente aspra critica del mondo imprenditoriale come i premi Nobel Paul Krugman e James Tobin ritengono che il salario minimo sia un freno alle assunzioni e causa di disoccupazione strutturale. In un’economia sana il salario é proporzionale alla produttività e quindi nelle zone meno sviluppate si sentono maggiormente i suoi effetti negativi sull’occupazione.

L’esperienza dei paesi europei che hanno introdotto il salario minimo ci dice che il suo ammontare non raggiunge mai il 50% del salario medio permettendo di attutire gli effetti negativi sull’occupazione: per esempio in Francia esso é attualmente di 1'445 euro, mentre quello più elevato ammonta in Lussemburgo a 1'874 euro. Economie con una struttura solida ed equiparabile alla nostra come Germania, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia non conoscono il salario minimo imposto per legge. E nessuna economia ha mai sperimentato le conseguenze inevitabilmente negative di un salario minimo pari a ca il 70% del salario medio come preconizzato dall’iniziativa.

Già oggi gli albergatori e i ristoratori ticinesi si trovano ad operare con forti svantaggi competitivi rispetto alle altre regioni svizzere e ai paesi confinanti, che é utile ricordare: il costo degli alimentari, specie carne e cereali, é molto più elevato che altrove perché gravato dei dazi destinati a sovvenzionare l’agricoltura svizzera; l’IVA che il ristoratore deve addebitare al consumatore é all’8%, mentre in Europa é diffuso un tasso ridotto e nel “ take- away” l’IVA svizzera é incomprensibilmente al 2,5%; il contratto collettivo di lavoro prevede, per motivi poco razionali, il divieto di assumere nelle punte stagionali praticanti e studenti provenienti da scuole non di turismo o da scuole estere di turismo a stipendi in linea con la rispettiva prestazione, mentre altrove ció costituisce uno strumento di flessibilità per gli imprenditori e una facilitazione per i giovani che si preparano a entrare nel mondo del lavoro; il costo degli immobili destinati ad albergo ha un peso altissimo mentre gli incentivi edificatori che potrebbero ridurlo sono generalmente insignificanti; e infine particolarmente importante é il costo notevolmente inferiore del personale degli alberghi italiani situati sull’altra sponda dei laghi che ha allontanato tantissimi turisti, tour operator, gruppi e flussi dalla nostra regione. Questa situazione verrà fortemente aggravata da un salario minimo che per il settore alberghiero e della ristorazione significherà uno stipendio minimo mensile di circa 4'200 franchi, dato che l’orario di lavoro standard nella ristorazione é di 42/45 ore settimanali, contro gli attuali 3'450 franchi.

Un salario minimo di 4'200 franchi mensili porterà alberghi e ristoranti ticinesi ad assumere solo personale con le migliori qualifiche, a ridurre il personale meno qualificato, a spingere per un aumento della produttività e quindi a ridurre in assoluto il numero degli occupati.

E qualche operatore non ce la farà!

E sarà ancor più problematico offrire opportunità di impiego a chi, venendo dalla scuola, non può essere immediatamente produttivo e per il cui lavoro 4'200 franchi sono troppi nei primi mesi o anni di attività. Per le nuove generazioni sarà cioè ancora più difficile trovare il primo posto di lavoro: per esse il primo salario non deve necessariamente essere sufficiente per il sostentamento di un’intera famiglia, il primo lavoro dovendo essere solo il primo importante passo per crescere verso una carriera di soddisfazioni professionali.

Dopo la mazzata dell’euro passato in brevissimo tempo da 1.60 a 1.20, il salario minimo a 4'200 franchi sarà un colpo letale per molti alberghi e ristoranti ticinesi!

Diego Lissi, Presidente Hotel Belvedere Locarno

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