
L’8 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi su diversi temi federali. Tra questi figura l’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)» e il relativo controprogetto diretto elaborato dal Parlamento.
Il tema è importante e merita di essere affrontato con serietà. Il denaro contante resta infatti un elemento centrale del nostro sistema economico e sociale: garantisce libertà di scelta nei pagamenti, tutela la privacy e rappresenta una soluzione affidabile anche in situazioni di crisi, come blackout o problemi alle infrastrutture digitali.
Personalmente utilizzo anche strumenti di pagamento digitali come twint e la carta di credito; continuo però a usare molto il contante, perché lo trovo pratico in diverse situazioni quotidiane.
Proprio per questo motivo ritengo però che la risposta migliore non sia l’iniziativa popolare, bensì il controprogetto diretto.
L’iniziativa nasce da preoccupazioni comprensibili, ma lo fa con formulazioni giuridicamente poco precise. Si propone di modificare la Costituzione federale inserendo la frase: «La Confederazione assicura che siano disponibili in ogni tempo monete o banconote in quantità sufficiente». Espressioni come «quantità sufficiente» non sono definite e rischiano di generare incertezza interpretativa, mentre altre parti del testo ribadiscono principi che valgono già per qualsiasi revisione costituzionale. Si pensi, ad esempio, al capoverso 5 che si intende introdurre, la cui utilità appare quantomeno discutibile. Il controprogetto diretto, invece, raggiunge lo stesso obiettivo in modo più chiaro ed efficace. Esso stabilisce a livello costituzionale due elementi fondamentali: il franco svizzero come moneta nazionale e l’obbligo della Banca nazionale di garantire l’approvvigionamento di contante. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un rafforzamento mirato di norme già oggi in vigore, basato su una prassi consolidata e comprensibile.
Questa soluzione ha convinto ampiamente il Parlamento federale. Il controprogetto è stato approvato dal Consiglio nazionale con una maggioranza schiacciante – 183 voti favorevoli contro 7 – e dal Consiglio degli Stati all’unanimità dei presenti (43 voti favorevoli). L’iniziativa, al contrario, è stata respinta proprio a causa delle sue debolezze di formulazione. Si tratta di un segnale politico chiaro, che va oltre le appartenenze di partito.
Come deputata al Gran Consiglio, credo sia nostro dovere sostenere soluzioni che rafforzino la certezza del diritto e funzionino anche nel lungo periodo. In un contesto di rapida evoluzione dei mezzi di pagamento, è giusto tutelare il contante e la libertà di scelta della popolazione, ma farlo con strumenti giuridicamente chiari e responsabili.
Per queste ragioni, come già ribadito, pur comprendendo le preoccupazioni alla base dell’iniziativa, voterò no all’iniziativa e sì al controprogetto diretto.
È una scelta responsabile per proteggere il contante, il franco svizzero e la fiducia nel nostro sistema istituzionale.
Sara Demir, Granconsigliera del Centro (TI)

