Tiziano Galeazzi
Delinquenza importata: "barcheta, camel e turna a cà"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
7 mesi fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Due cittadini stranieri, richiedenti l’asilo, sono finiti in manette per presunti reati attinenti la sfera intima di una minorenne nella tratta tra Lugano e Mendrisio lo scorso mese. Sempre ad ottobre altri due richiedenti l’asilo, in centro a Lugano, attorno alle 17.30, hanno fermato e molestato una ragazza che fortunatamente è riuscita a fuggire alle loro "attenzioni". Sono solo alcuni fatti di cronaca capitati nelle ultime settimane e stanno a significare  che qualcosa sta cambiando attorno a noi. Basti osservare quanto sta succedendo nella vicina Italia per capire che il rischio di uno spostamento pericoloso verso i nostri confini potrebbe avverarsi nel breve-medio periodo. Con questi flussi di persone, ovviamente, non mancheranno ulteriori atti di violenza e di disordine pubblico. 

Dunque, non solo nella vicina Chiasso, il problema si potrebbe allargare anche ad altri centri, tra i quali Lugano. Quest’ultima è ritenuta, ad oggi, una città, sicura e ne siamo contenti.

So benissimo che si sta facendo tanto per la sicurezza, ma non va abbassata la guardia sui controlli e nell'intensificare la collaborazione con tutte le forze dell’ordine cantonali e federali (per esempio gli agenti ferroviari molto preziosi sui treni e alle stazioni) 

Non vorremmo arrivare nella situazione di altre nazioni  dalla Scandinavia giù giù fino al Mediterraneo, dove molti quartieri abitativi sono in balia della delinquenza e le forze dell’ordine non riescono più a fare il loro lavoro di prevenzione e contenimento. 

I nostri agenti svolgono il loro lavoro in modo più che professionale, ma andrebbero supportati maggiormente, sia dal mondo politico che dalla popolazione. Vanno però anche forniti gli strumenti adatti per aiutarli nelle loro mansioni.  Si dovrebbe garantire al corpo di polizia  maggior libertà di manovra. Questo va a supporto della prevenzione, evitando così che il Ticino diventi in futuro un nuovo territorio fertile per bande criminali organizzate. Dal riassunto della visita della CF Baume Schneider di ieri a Chiasso di certo non sembra che a Berna abbiano ben compreso quanto potrebbe capitare in futuro a Sud delle Alpi prima e nel resto della Svizzera poi. Un "déjà vu" stile covid-19 a inizio 2020?  In fine, alla popolazione di Chiasso la mia personale solidarietà.

Tiziano Galeazzi, Municipale di Lugano e Gran Consigliere

 

I tag di questo articolo