
Ho letto l'articolo di Adriano Venuti e vorrei ringraziarlo perché mi ha fatto ringiovanire e tornare agli anni '70. In quegli anni infatti, la democrazia era considerata una "libertà borghese". Roba inutile, dunque, rispetto alla lotta del proletariato. E dunque in nome di tale ideologia c'era ancora chi difendeva l'Unione Sovietica e attaccava gli Stati Uniti. Il pezzo sembra ricalcare quell'ideologia, ma applicata al Medio Oriente. Laddove al posto degli USA c'è Israele su cui si lascia andare a frasi come "io detesto e disprezzo molti dei governi di Israele che si sono succeduti negli anni". Liberissimo di farlo, come si è liberi di disprezzare qualunque governo.
Ma cosa porta una persona a scaricare righe e righe di odio contro un governo democraticamente eletto da un lato, mentre dall'altro non riesce a dire una parola contro la dittatura di Hamas? Viene il sospetto che Venuti più che filo-palestinese sia anti-israeliano. Io mi reputo vicino a tutti gli uomini e le donne che soffrono., senza distinzioni: agli israeliani colpiti dal terrorismo islamista, come ai palestinesi vittime dell'aggressività di Hamas che lanciando missili contro i civili obbliga Gerusalemme a rispondere col fuoco. Fateci caso: Israele bombarda Gaza sempre e solo dopo essere stata attaccata. Mai per prima. Non capire il nesso tra causa e effetto è grave, soprattutto per chi fa politica.
E poi invito Venuti a guardare con maggiore attenzione e empatia a quanto succede nel campo palestinese: dove chi vuole la pace viene sbattuto in galera se non ucciso (senza processo, ovviamente) in quanto "collaborazionista". Dove se un palestinese apre un gionale online per denunciare le malefatte di Hamas, viene preso a bastonate dalle milizie armate che spadroneggiano a Gaza. Se non si è capaci di fare battere il proprio cuore per i palestinesi oppressi da un governo fanatico, se non si prova disprezzo verso un governo che vieta il voto ai palestinesi dal 2006. Se non si prova pietà per i gay palestinesi che una volta scoperti devono fuggire in Israele se vogliono sopravvivere... allora siamo di fronte alla stessa ideologia che vedeva l'Unione Sovietica come un faro e gli Stati Uniti come il Male. Le persone come un mezzo, invece che come un fine. Ovvero, tornando al caso palestinese: si guarda prima alla rivoluzione (islamista) e poi, forse, un giorno, la democrazia. Ma questo è il migliore modo per essere antipalestinesi. Pensare che questi ultimi non meritino una democrazia come ce l'abbiamo noi è dolorosamente cinico.
Giova infine ricordare che la soluzione migliore per non avere guerre è avere dei Paesi democratici. Non vi è mai stata infatti una guerra tra democrazie. Le guerre sono sempre e solo tra dittature o tra Paesi democratici e dittature. Non è una mia opinione, ma la Storia.
Davide Romano, giornalista de La Repubblica
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