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Davide Pedrioli - Mobilità e territorio del Bellinzonese: sogni e realtà
Davide Pedrioli - Mobilità e territorio del Bellinzonese: sogni e realtà
Davide Pedrioli - Mobilità e territorio del Bellinzonese: sogni e realtà
Redazione
7 anni fa

L'appello lanciato negli ultimi anni sul tema del clima avrebbe colto, se diamo spazio alle esternazioni mediatiche, le Autorità mondiali completamente impreparate. Su queste tesi sono poi partiti gli attacchi miranti a screditare chi finora ha retto le sorti del pianeta, per usare una delle spressioni più in voga, dando il via a proporsi come unica alternativa per salvare il pianeta. Che ci sia un'emergenza climatica pochi lo contestano, in Svizzera la temperatura media dal secondo dopo guerra ad oggi è aumentata di 0.8 gradi e ciò non è poco, non è tanto ma tantissmo perchè mai nell'ultimo millenio vi è statp un aumento cosi”rapido.

Se è vero che la politica é l’arte del possibile e che ciò non significa accontentarsi, ma porsi obiettivi concreti per la nostra Regione, allora bisogna avere rispetto e conoscenza della situazione. Bisogna essere veri testimoni del proprio tempo e non solo protagonisti di una giornata. Solo con questa attitudine si affronta il futuro del nostro nuovo Comune e del Cantone, consapevoli che per il clima bisogna fare ma che il nostro contributo su questa tematica che una sola scala, quella mondiale, noin contiamo, come si dice nella vicina Repubblica, il zero punto zero. La nostra azione fonda sull'etica comportamentale del singolo e del Gruppo, sia esso Partito, città o Regione.Se partimao dal ruolo di testimoni consideriamo che le Autorità, perlomeno in Svizzera ed in Ticino hanno programmato e progettato nell'ultimo ventennio. Visto che in Svizzera i progetti che passano in procedure democratiche all'autorizzazione e, soprattutto, alla successiva realizzazione credo che gli si debba dare la dovuta conoscenza. A certi stereotipi che vorrebbero spazzare tutto e tutti prefersico, e non sono il solo pur se pronto a farmi smentire nelle ormai vicine elezioni, i dati concreti. Dati che nel Bellinzonese si son tradotti in questi ultimi anni, e si concretizzeranno nel prossimo decennio, in progetti territoriali che hanno come obiettivo a corto termine il miglioramento delle infrastrutture di mobilità con grande attenzione al trasferimento della mobilità da quella privata a quella pubblica e lenta. Questa è la strada giusta che permetterà di diminuire l'utilizzazione dei vettori fossili che producono CO2.Nel Bellinzonese il lavoro dalle Autorità ha portato negli ultimi cinque anni al raddoppio dell'offerta di trasporto pubblico, alla modernizzazione dei poli intermodali (chiamatele pure stazioni) di Castione, Bellinzona e Giubiasco e ad una serie di interventi per il traffico lento. A fine 2020 l'apertura della galleria ferroviaria base del Monte Ceneri ed un secondo potenziamento del trasporto pubblico migliorerà l'offerta. La tratta Bellinzona – Lugano sarà percorsa sostanzialmente come quella tra Zurigo città e Kloten aeroporto. La città Ticino ipotizzata dal Piano direttore del 1990 sarà realtà a favore della popolazione, dell'economia e dell'ambiente.Ma il vero salto lo faremo in questo decennio, con il terzo binario da Bellinzona a Giubiasco, le nuove stazioni ferroviarie di Piazza Indipendenza (centro città) e Saleggi (nuovo ospedale cantonale), due nuove passerelle sul fiume Ticino ed infine, dopo una procedura di approvazione iniziata a fine anni ottanta, il semisvincolo all'ex birreria di Bellinzona. Proprio quest'ultimo progetto è significativo, perchè nato sulle ceneri della ormai dimenticata “strada espresso” che “de facto” si configurava come una seconda autostrada lungo il Ticino sulla sponda sinistra. Ora proprio sulla sponda sinistra del fiume, rimasto solo come baluardo alle bizze del Ticino (il fiume !), è stato progettato un nuovo parco fluviale che farà diventare l'area urbana una città giardino. Facile la critica che si poteva fare di più, ma tutte queste opere sono state pianificate e progettate con la condivisione della Confederazione, del Cantone, dei Comuni e della Società civile tutta. E non dimentichiamo che tutte queste opere sono finanziate dalle casse pubbliche in ragione di circa un miliardo di franchi, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini nel limite di una bilancita e molto svizzera politica basata sull'equilibrio.Le priorità della politica è data dal fatto che ben più dell'80% degli investimenti, cioè diverse centinai di milioni di franchi per il solo Bellinzonese, vanno nella direzione “verde” e solo il semisvincolo è “meno verde”.Cosa resta aperto e da programmare è materia della prossima generazione. Io un'idea l'avrei, ma lasciamoci sorprendere dai pianficatori della nuova Bellinzona. Forse loro qualche buona idea l'avranno. La vera questione è che per essere concreti nella politica territoriale bisogna essere come nello sport: vedere, capire e giocare d'anticipo. La Confederazione ha storicamente privilegiato l’approfondimento dei progetti rispetto al semplice seguire istintivamente il vento, come a tanti anche in Ticino piace. Io seguo la Confederazione.Davide PedrioliCandidato PPD GG e Presidente del Consiglio comunale di Bellinzona

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