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Davide Dosi - Tre-no, tre-si: scetticismo o realismo?
Redazione
13 anni fa

Si susseguono in questi giorni articoli e lettere sul trenhotel che dovrebbe vedere la luce a Chiasso in occasione dell'Expo 2015. Un'occasione irripetibile, viene definito; un'opportunità per rilanciare l'immagine di Chiasso e le sue centinaia di chilometri di binari.

E come dare torto ai promotori? Il progetto è affascinante e risponde a una necessità ben precisa: dare un segnale forte che Chiasso è viva.

Tutto bene, quindi? Beh, non proprio. Nel senso che il progetto, così come è stato presentato, non è proprio il massimo della trasparenza, per dirla con un eufemismo. Il piano finanziario risulta alquanto approssimativo e voci che necessiterebbero di alcune spiegazioni o dettagli – su tutte, quella relativa alla realizzazione del progetto, pari a 1 milione di franchi - vengono riportate senza dovizia di particolari.

Se si manifestano perplessità, si è tacciati di scetticismo (quando va bene). Riserve non fini a se stesse, ma su aspetti di una certa importanza: ad esempio i costi effettivi di alcune prestazioni (a partire da quelle dei dipendenti comunali), i parcheggi (ne verrebbero cancellati un bel numero, anche se in via provvisoria), la mancanza di confronto e cooperazione con i comuni limitrofi (fondamentale se si punta a un progetto regionale), la tempistica (dopo una così lunga gestazione, era proprio necessario arrivare a presentare il trenhotel alla scadenza dei tempi utili per la sua realizzazione?) o il contributo cantonale (250 mila franchi) non ancora votato dal parlamento.

Dobbiamo per forza firmare un assegno in bianco e rinunciare a porre domande, il cui unico intento è di portare chiarezza su un progetto di e su Chiasso, unicamente perché ci viene detto che questa è un'occasione irripetibile? Dobbiamo accettare che un piano finanziario sia poco chiaro e nasconda alcune insidie? Oppure è nostro compito di lavorare assieme a chi promuove il progetto per far sì che lo stesso sia presentato con trasparenza alla popolazione e al Consiglio comunale, creando le basi affinché possa essere realizzato con successo?

Tutto questo non può prescindere da un sano dibattito democratico, che di sua natura si compone di domande (lecite) e risposte (dovute). Senza cadere sempre nella baruffa e nella dicotomia dei pro o contro: si può essere a favore di un progetto, ma avere un occhio critico. In alcune occasioni anzi meglio avere più occhi critici. Tanto più in questi periodi, in cui si chiedono sacrifici a tutti e ogni singola azione politica deve essere giustificata davanti ai cittadini.

Davide Dosi, consigliere comunale US

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