
E alla fine, alla vigilia delle votazioni, ecco che si svela il vero volto dei promotori delle Terme di Chiasso (cha magari vorranno anche rinominare Bad Chiasso): rifacendoci a nostra volta alle favole, cui sembrano tanto legati, potremmo accostare il loro volto a quello del lupo di Cappuccetto Rosso che perde il pelo ma non il vizio.
Evidentemente innervosito dai quesiti emersi in sede di campagna referendaria contro il progetto, nella sua lettera apparsa ieri sui mezzi di informazione il signor Tomasoni conclude le sue invero povere argomentazioni insinuando il dubbio che dietro all'azione del gruppo referendario si nasconda qualcosa: “C'è forse qualche altro interesse dietro?”. Ebbene, lo ammettiamo, è assolutamente così: si cela l'amore disinteressato per una terra che nell'ultimo secolo è stata ampiamente martoriata e deturpata. Capiamo che possa avere difficoltà a comprendere che ci sono politici e cittadini che operano unicamente per il bene della comunità, e non “pro saccoccia”, ma anche in questo il signor Tomasoni evidenzia le sue lacune nella conoscenza del nostro territorio e delle nostre consuetudini.
E per rispondere al suo interrogativo sui motivi che ci hanno spinto ad opporci alla modifica di piano regolatore (perché è su questo che si vota, oppure no, signor Camponovo?), si può partire dalle stesse premesse da cui lui stesso muove:
NON è tutto chiaro;
NON sarà vantaggioso per tutti;
NON creerà lavoro per i residenti: ma davvero pensa signor Tomasoni che i Chiassesi possano credere alle sue parole con quello che sta succedendo?;
NON creerà indotto per Chiasso; ma, SICURAMENTE, porterà cemento, traffico e inquinamento: solo 200 auto al giorno significano 400 passaggi! Pochi?
Ci sembrano motivi più cha validi e sufficienti; e alla medesima conclusione sono giunte tutte quelle persone che hanno sottoscritto la domanda di referendum: uno strumento forse inviso al signor Tomasoni, ma che in Svizzera è previsto dalla costituzione.
Per concludere, la domanda allusiva posta su eventuali nostri interessi personali in questa vertenza ci potrebbe anche spingere ad adire ad azioni legali. Ci accontenteremmo però di vedere la popolazione chiassese bocciare sonoramente la modifica di piano regolatore e un progetto (che dicono essere garantito da un fondo lussemburghese...chissà se il medesimo che avrebbe dovuto salvare l'Associazione Calcio Bellinzona) che a Chiasso non porterà nulla, se non traffico, cemento, inquinamento...e persone che non dimostrano rispetto per la realtà in cui vorrebbero operare.
Davide Dosi, Per il Comitato Gruppo malessere
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