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Danilo Forini - Riduzione dei premi. "Caro Beltra, le ricordo che..."
Danilo Forini - Riduzione dei premi. "Caro Beltra, le ricordo che..."
Danilo Forini - Riduzione dei premi. "Caro Beltra, le ricordo che..."
Redazione
8 anni fa

Come riportato da Ticinonews, il Blick conferma i dati ribaditi nei giorni scorsi da Paolo Beltraminelli, Direttore del DSS: il Ticino è tra i cantoni più “generosi” in termini di sussidi di cassa malati. E’ un dato di fatto che rende onore al DSS e alla politica del nostro cantone. Ma è proprio così? Ricordo al nostro ministro che:

1. In Ticino tutti i salari - quelli modesti, ma anche quelli medi come pure quelli elevati - sono in media inferiori di 1000 franchi rispetto al resto della Svizzera. La pressione dei premi sulle tasche dei ticinesi è quindi ben maggiore e ben poco paragonabile a Zurigo, Lucerna, Losanna.

2. Solo un mese orsono sono stati annullati gli sconsiderati tagli degli anni passati sui sussidi di cassa malati voluti dalla maggioranza di destra. Ciò è stato tuttavia possibile solamente grazie ad un rapporto di minoranza presentato dal Partito socialista e non votato dal gruppo PLR, PPD e UDC.

3. Nel 2014 il Partito socialista ha lanciato e vinto con successo un referendum contro dei tagli ai sussidi cassa malati. Senza l’intervento del PS oggi i sussidi cassa malati sarebbero molto meno “generosi”

4. Dire che da noi i sussidi cassa malati sono già sufficientemente elevati, significa penalizzare i “redditi sandwich”, chi si situa sopra i limiti massimi per ricevere un aiuto, ma non abbastanza per vivere una vita agiata. Il Partito socialista esige in questi giorni maggiori aiuti a questa “classe media”, che altri partiti difendono solo a parole.

5. A breve partirà a livello nazionale la raccolta di firme per l’iniziativa popolare lanciata dal Partito socialista svizzero che chiede di limitare l’impatto dei premi di cassa malati al 10% del reddito disponibile delle economie domestiche. Si tratta di una proposta concreta e che si basa su calcoli molto precisi per aiutare le famiglie del ceto medio elaborata da un gruppo di lavoro del quale ha fatto parte anche Marina Carobbio e che andrà a favore anche di molte economie domestiche ticinesi.

È vero. Nel contempo occorre limitare l’aumento dei costi della salute. Ma concretamente, cosa si propone? Le ultime importanti riduzioni di posti letto in Ticino risalgono all’era Pesenti e negli ultimi 8 anni la pianificazione ospedaliera ha portato a poco a nulla. Le iniziative popolari per “per la qualità e sicurezza delle cure ospedaliere” e “per una medicina di prossimità” non hanno ancora ottenuto risposte dal DSS. Non è semplice in un cantone dominato da feroci interessi di parte, lo convengo, ma generiche iniziative di stampo elettorale come quella recentemente lanciata dal PPD servono a poco. “Semplicemente” bisogna finalmente avere il coraggio di eliminare i doppioni in ambito ospedaliero tra pubblico e privato e quelli tra le regioni, limitare la corsa – sempre adeguatamente pubblicizzata sui media – dei vari nosocomi all’acquisto dell’ultimo apparecchio diagnostico ultra innovativo (il Ticino in questo ambito è ai vertici mondiali assieme al Giappone) e soprattutto limitare i margini di guadagno delle ditte farmaceutiche e di alcuni medici specialistici che, secondo recenti dati statistici, arrivano a guadagnare in media fr. 600.000.- all’anno.

Dire che i nostri sussidi non sono cosi male non basta. C’è ancora molto da fare! Lo sa bene chi ha appena ricevuto la solita stangata mensile dei premi di cassa malati.

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