
È notizia recente che è stata ordinata un’inchiesta indipendente per verificare se gli organi federali e cantonali preposti lavorano per determinare i diritti oggettivi degli assicurati (noi tutti) o per raggiungere degli obbiettivi di risparmio prefissati.
Da alcuni decenni i partiti di destra e di centrodestra (ricordo un consigliere nazionale Ignazio Cassis particolarmente attivo e accanito) hanno imposto all’AI la seguente parola d’ordine: risparmiare, risparmiare sulle rendite e sulle prestazioni. Nasce a livello mediatico il mito del "falso invalido".
Gli uffici AI nei vari cantoni ogni anno subiscono dei severi audit da parte dell’ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) che fa pressione sui funzionari cantonali per raggiungere gli obbiettivi (di risparmio?)
Un recentissimo studio del Fondo Nazionale di Ricerca dimostra che la diminuzione del 20% delle rendite AI è stata ottenuta non tanto con misure di reinserimento (che sono importanti e da favorire!), ma semplicemente rendendo più severi i criteri per avere una rendita.
Il risultato? Molte persone con un serio danno alla salute e inabili al lavoro si trovano oggi prima in disoccupazione e poi in assistenza. Oppure hanno diritto a rendite molto basse.
Qualche mese fa scoppia oltralpe lo scandalo dei falsi esperti dell’AI: medici che guadagnano milioni facendo perizie per l’ai senza che sia chiaro come siano ripartiti i mandati. Si propaga il dubbio che l’AI scelga gli "esperti" che garantiscono maggiori rifiuti di prestazioni (per raggiungere i risultati di risparmio?)
Qualche giorno fa, due Consiglieri nazionali (un PPD e una PS) sollevano ulteriori dubbi e parte lo scandalo del "copia-incolla": un falso esperto medico dell’Ai (quello che ha guadagnato 3.1 milioni in tre anni) ha effettuato 16 perizie "molto simili". Alain Berset promette un’inchiesta indipendente su questo caso.
E di ieri è la notizia che lo stesso ministro Berset ha ordinato un’inchiesta indipendente per verificare l’operato dell’ufas e degli uffici ai nei cantoni: lavorano in funzione di determinare gli effettivi diritti delle persone o per raggiungere gli obiettivi di risparmio?
Speriamo che questa inchiesta - e l’arrivo con il 2020 del nuovo Direttore dell’UFAS Stéphane Rossini - possa fare chiarezza su tutti questi dubbi.
Intanto, in Ticino, com’è la situazione all’Istituto delle assicurazioni sociali? Come si posiziona rispetto a questi temi il locale ufficio AI? C’è il pericolo che tali logiche travalichino l’ambito ai per comparire anche in altre prestazioni sociali?
Occorrono risposte per rassicurare le persone che necessitano un sistema di sicurezza sociale solido e equo.
Danilo Forini, vicepresidente della sezione bellinzonese del PS
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