
L’imperatore Carlomagno in tarda età s’innamorò di una ragazza tedesca. I baroni della corte erano molto preoccupati vedendo che il sovrano, tutto preso dalla sua brama amorosa e dimentico della dignità regale, trascurava gli affari dell’Impero. Quando improvvisamente la ragazza morì, i dignitari trassero un respiro di sollievo, ma per poco: perché l’amore di Carlomagno non morì con lei. L’imperatore, fatto portare il cadavere imbalsamato nella sua stanza, non voleva staccarsene. L’arcivescovo Turpino, spaventato da questa macabra passione, sospettò un incantesimo e volle esaminare il cadavere. Nascosto sotto la lingua morta, egli trovò un anello con una pietra preziosa. Dal momento che l’anello fu nelle mani di Turpino, Carlomagno s’affrettò a far seppellire il cadavere e riversò il suo amore nella persona dell’arcivescovo. Turpino, per sfuggire a quell’imbarazzante situazione, gettò l’anello nel lago di Costanza. Carlomagno s’innamorò del lago e non volle più allontanarsi dalle sue rive.” La leggenda è citata da Italo Calvino nelle Lezioni americane (Mondadori, Milano 1993, p.39) e apre il capitolo dedicato al tema della “rapidità”, valore e specificità della letteratura, considerata un osservatorio privilegiato per “leggere il mondo”. Siamo nel 1985. La narrazione scatena una serie di eventi di cui immaginiamo gli estremi, come se fosse un affresco istantaneo, materializzatosi d’incanto nella mente del lettore. Ci meraviglia la funzione dell’anello che nutre l’amore in tutte le sue sfaccettature: l’amore eterosessuale, omosessuale, l’amore contemplativo per il lago, con Carlomagno aggrappato a riva a guardare e guardarsi.
Tempo fa ho proposto il testo ai ragazzi di terza media, favorendo una discussione in classe. Da un lato ho cercato di cogliere gli elementi della fiaba riconoscibili, dall’altro ho chiesto di dirmi quali eventi narrativi li avessero colpiti. L’imbarazzo nel parlare di amore è del tutto comprensibile. Tra le dichiarazioni degli allievi, ricordo qualche battuta che cerco di restituire come se fosse un copione:“Che schifo che si innamora dell’arcivescovo!” dice Ale.”A me fa più schifo la storia del cadavere della moglie” precisa Paul.”Chissà che puzza” e ridono tutti, sulla battuta di José.”Ma se l’ha imbalsamata! Comunque l’anello è l’oggetto magico, come nelle fiabe” continua Aline.”Sì, però fa innamorare proprio tutti” torna a dire Ale.”Preferisco innamorarmi di Alice che di un lago” dichiara una ragazza, riferendosi alla sua compagna e amica. Si scatenano i ragazzi e devo intervenire per calmare gli animi.“Questo racconto è corto e dice tutto” mormora Khaled.
La lezione ha offerto diversi spunti per iniziare a riflettere anche sul tema dell’amore, durante l’ora di classe.Ho recuperato dalla memoria questo episodio perché recentemente i giovani UDC hanno deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione, chiedendo ai cittadini di denunciare quei docenti “gauchistes” che cercano di indottrinare gli allievi, sfruttando la loro posizione di insegnanti (Leggo la notizia su “Tribune de Genève” del 1.9.2014:http://www.tdg.ch/suisse/jeunes-udc-lancent-appel-delation/story/23934046).
Mi sono chiesto se le tre lezioni dedicate al testo di Calvino siano da interpretare come indottrinamento, vista la scelta dell’autore e la discussione che ha portato i ragazzi a dialogare addirittura sul tema dell’amore che non ha frontiere. La questione tocca il cuore della professionalità del docente che si appassiona e costruisce una propria identità pedagogico-didattica. Aldilà della lezione che ho scelto liberamente di proporre, valutando con attenzione la pertinenza rispetto al piano di studi, credo che i giovani nazionalisti non debbano spaventarsi più di tanto. Tutti sappiamo infatti che gli studenti non sono mediamente degli imbecilli che si lasciano indottrinare: anzi, pensano, spesso tentano di contrastare i prof. e, appena possibile, li sfidano. I migliori sapranno argomentare e mettere in crisi l’adulto. È così che si forma il buon cittadino. È l’opportunità di saper stare nel conflitto intelligente che genera crescita intellettuale. Forse, più che farfugliare tesine politiche improvvisate (http://www.freie-schulen.ch/index.php/component/content/category/2-uncategorised), bisogna tornare a difendere la libertà di pensare con occhio critico.Speriamo che l’amore non sia un’esclusiva della sinistra. O di una minoranza.
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