
Interrogazione parlamentare: frontalieri strapagati per lavori che i residenti non vogliono più fare ? Lodevole CdS, riporto qui di seguito un articolo apparso su un organo di informazione online: Sembrerebbe che le favole riguardo ai frontalieri che fanno i lavori che i ticinesi non vogliono fare siano finite da un pezzo. La stratificazione del reddito dei 56’000 frontalieri non c’è ancora, tuttavia circolano alcune indiscrezioni. Il totale dei redditi dei 56’000 frontalieri ammonterebbe a circa 2,5 miliardi. In media circa 45’000 CHF all’anno a testa. Non proprio pochi, ma non è finita qui. Grazie alla tassazione di favore di cui godono i frontaliere ci sarebbero addirittura 1’000 persone con permesso G che avrebbero un reddito di circa un milione di CHF. Tra questi ricchi frontalieri spiccherebbe addirittura un multimilionario con un reddito oltre i 10 milioni di franchi. La sua tassazione è misteriosa, tuttavia se il frontaliere in questione fosse sposato con due figli l’aliquota prevista dalle tabelle sull’imposta alla fonte sarebbe di circa il 2%. Saranno stati assunti per lavori che “i ticinesi non sono più disposti a fare”? Leggendo questo articolo, è chiaro che qualche domanda sorge spontanea, chiedo pertanto al lodevole CdS: È veritiero quanto riportato che esistono lavoratori con permessi G che hanno un reddito superiore al milione di CHF ? Quanti sono i casi ? È vero che l'aliquota fiscale applicata è nettamente inferiore rispetto ad un residente ? A quanto ammonta la differenza ? Sono effettivi permessi G o vengono sfruttati unicamente per una questione fiscale ? È, come detto nell'articolo, una favola quella che i frontalieri sono impiegati solo in lavori che i residenti non vogliono fare ? Esiste un fattore sostituzione anche negli impieghi "ben pagati" ? Quali sono i dati ? Esiste finalmente una strategia che metta una freno a queste sostituzioni sempre a discapito dei residenti ? Cordiali saluti Daniele Caverzasio
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