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Daniele Buzzini - L'idroelettrico salva le rinnovabili
Daniele Buzzini - L'idroelettrico salva le rinnovabili
Daniele Buzzini - L'idroelettrico salva le rinnovabili
Redazione
11 anni fa

Una breve postilla: no, non sono candidato alle prossime elezioni, ma mi permetto comunque di prendere carta e penna per scrivere due parole sull’idroelettrico, che per motivi professionali un poco conosco…

Nessuno si accorge della sua presenza, tutti ne notano subito l’assenza. È trasportata da grovigli di cavi che prende l’energia da misteriosi siti di produzione per poi convogliarla verso le case di ognuno di noi.

L’elettricità è una presenza invisibile, scontata da cui non sapremmo farne a meno. Tutto il sistema elettrico deve essere sempre in equilibrio tra produzione e consumo. Questo equilibrio è garantito da impianti in grado di reagire prontamente ad aumento o diminuzione delle richiesta di energia: in particolare le centrali idroelettriche ad accumulazione, tanto per capirci quegli impianti con dighe a monte.

In Svizzera buona parte di questo lavoro di bilanciamento è svolto dalle centrali idroelettriche con bacini di accumulazione. Con l’avvento delle nuove fonti energetiche “verdi”, aumenta ulteriormente l’importanza dell’idroelettrico. Sole e vento, sono fonti di energia non costanti, ragion per cui è necessario tamponare le loro variazioni tramite altri tipi di produzione.

Quando, ad esempio, l’energia immessa dalle centrali atomiche, dagli impianti eolici e dalle centrali fluviali supera la richiesta dei consumatori, le centrali di pompaggio-turbinaggio diventano un elemento chiave. Questa situazione si verifica principalmente nelle ore notturne, caratterizzate da un basso consumo, e dato che la produzione delle centrali poc’anzi menzionate non è variabile a piacimento, il pompaggio permette di immagazzinare l’esubero dell’energia prodotta. In pratica le stazioni di pompaggio fungono da grande pila ricaricabile. Un aspetto di tali centrali che viene spesso criticato da alcuni politici è il saldo energetico negativo. In realtà, il metodo permette di salvare circa il 70-75% di energia che altrimenti verrebbe perso.

Con l’abbandono del nucleare, le centrali di pompaggio-turbinaggio sono tecnicamente un’ottima carta da giocare in combinazione con lo sviluppo delle nuove energie rinnovabili, quali l’eolico ed il fotovoltaico.

Daniele Buzzini

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