
Adattiamoci al nuovo Ticino, senza tralasciare il passato. Coraggio e rispetto: una ricetta fondamentale!
Stacchiamoci per un attimo dalla differenze partitiche. Chiudiamo gli occhi e pensiamo all’odierno Ticino, quello vissuto quotidianamente da ogni singola persona. Quel Ticino “reale” che repentinamente, come il resto della maggior parte del pianeta, si è trasformato ed è cambiato. Questa trasformazione va accettata e tutta la società la deve sostenere. All’insegna del rispetto, della tolleranza, ma pure dall’apertura degli orizzonti.
Bisogna pertanto avere un intelligente mix di “coraggio & rispetto” per adattarsi e rinnovarsi seguendo l’evoluzione globale, compresa quella della nostra regione. Facciamo dei piccoli esempi. Pensando alla tecnologia o meglio all’internet veloce (banda larga), quest’autostrada virtuale deve essere potenziata e diffusa sull’intero territorio, compreso nelle zone periferiche. Il presente, ma soprattutto il futuro, lo richiedono, a beneficio di ogni attività sociale, culturale, professionale e turistica. Questo, anche per rendere finalmente attrattive regioni che sono geograficamente lontane dai poli urbani del Cantone, ma che mettono a disposizione natura, paesaggio e pure interessante capitale umano. Se pensiamo ad un tempo lo furono le strade, le ferrovie ed l’elettricità pubblica.
Un altro esempio che può accrescere l’attrattività giovanile è la voglia del sano divertimento della maggior parte dei nostri giovani. Diamo loro la possibilità di vivere una ragionevole vita notturna. Non chiudiamogli la porta dei locali alla una di notte, ma prolunghiamo la “movida”, almeno nei fine settimana, sia in città che in periferia. Questo chiaramente sempre nel rispetto del vicinato e di chi chiede maggior tranquillità. Identificando, all’interno dei comparti, momenti e locali adatti alla vita notturna.
Qui mi riallaccio ad un altro esempio; perché si ha maggior difficoltà nell’organizzare feste ed eventi tradizionali, come i carnevali? Non stiamo esagerando nel potenziare la sicurezza anche nelle piccole manifestazioni? Secondo me, a dipendenza della dimensione dell’evento e della società organizzatrice va adattata e proporzionata la giusta sicurezza, questo a scapito della sana vita sociale in compagnia. Se continuiamo così, nessuno sarà più motivato nel fare ed organizzare: è questo che vogliamo? Non credo. Allora diamo la possibilità a chi s’impegna di raccogliere le proprie soddisfazioni senza pensare a costi eccessivi, impossibili da sostenere.
Quelli appena elencati sono solo una parte dei cambiamenti, ce ne sarebbero molti altri. Il Ticino è sano e sono sicuro che lo sapremo far crescere accettando anche i cambiamenti e le sfide che chiedono le nuove generazioni. Il tutto all’insegna del magico mix “coraggio & rispetto”. E, soprattutto, per le ragioni periferiche, con la capacità di recuperare autentiche genuinità e spontaneità che le tradizioni locali ci insegnano: è un fattore anche di cultura, che ci orienta a guardare al passato con rispetto per proiettarci al futuro con coraggio. Io ci credo!
Damiano Piezzi (25 anni)
Candidato al Gran Consiglio PLRT nr 65
Vice Presidente GLRT Locarno e Valli
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