Claudio Isabella e Giovanna Pedroni
Dalle parole ai fatti: il Ticino non può più perdere i suoi giovani
Redazione
25.10.2026 21:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
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La presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio
Guscetti ha recentemente invitato la politica ticinese a lasciarsi alle spalle
le polemiche e a tornare a concentrarsi sui temi prioritari per il futuro del
nostro Cantone. Tra le priorità, l'emigrazione giovanile: troppi giovani
ticinesi partono per studiare o lavorare e, sempre più spesso, non fanno
ritorno.
La fuga dei giovani non è però una novità emersa nelle
ultime settimane. Da anni si conoscono le cause della partenza: salari più
elevati, prospettive professionali più ampie e un potere d'acquisto più
favorevole rispetto a quello ticinese.
Proprio per questo, alcuni anni fa, insieme ai
colleghi del gruppo parlamentare del Centro e ai Giovani del Centro, abbiamo
avanzato proposte concrete per incentivare il rientro dei giovani formati fuori
Cantone. Il nostro obiettivo resta quello di affrontare seriamente il problema
e rendere il Ticino attrattivo per chi ha competenze, entusiasmo e voglia di
contribuire allo sviluppo del nostro territorio.
Quelle proposte sono ancora sul tavolo. Il problema
era noto. Eppure, a oggi, ben poco è cambiato.
Nonostante i passi avanti nelle attività ricreative,
culturali e sportive (come ad esempio la nuova Legge giovani), mancano misure
strutturali per rilanciare lavoro, potere d'acquisto e conciliabilità tra
lavoro e famiglia, affinché i giovani scelgano il Ticino non per nostalgia, ma
per convinzione.
Nel frattempo, la situazione continua a peggiorare;
non possiamo permetterci di assistere passivamente a questa emorragia.
È dunque positivo che il Governo riconosca finalmente
la centralità del tema. Ora però, prima che sia davvero troppo tardi, occorre
tradurre le parole in scelte. Non bastano le dichiarazioni d’intenti.
Nel cosiddetto «poker» di iniziative sulla
natalità figurava anche una proposta per favorire il rientro e il radicamento
dei giovani in Ticino. Una proposta non sostenuta dal Governo e che il Gran
Consiglio ha purtroppo respinto per pochissimi voti. Un episodio che mostra la
distanza tra le dichiarazioni di principio e la volontà di agire.
Se davvero il futuro dei giovani è una priorità
condivisa, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi alle parole dovranno
seguire proposte concrete, coraggiose e credibili. Ma anche nel Preventivo
2027, di tutto ciò, non c’è traccia. Il rischio è che, ancora una volta, tutti
si dichiarino pronti ad agire, salvo poi sciogliersi come neve al sole quando
le parole chiedono il coraggio dei fatti.
E i nostri giovani non possono più aspettare. Prima di
tutto, la politica deve compiere un autentico cambio di paradigma. Non possiamo
più limitarci ad amministrare il presente mentre il domani si allontana.
Servono decisioni coraggiose e lungimiranti; altrimenti, le conseguenze che
saremo chiamati a pagare nei prossimi anni saranno assai gravi.
Claudio Isabella, Deputato del Centro Ticino,
Giovanna Pedroni, Presidente Giovani del Centro Ticino

