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Crisi e occupazione giovanile: occorrono misure straordinarie
Redazione
18 anni fa
Meinrado Robbiani

La recessione che sta intaccando l’economia mette a repentaglio non solo l’occupazione di chi è già attivo professionalmente ma pure l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani. A questi va perciò rivolta un’attenzione specifica. Innestandosi sulle considerazioni e sulle linee di impegno già tracciate (si veda in particolare il testo “Affrontare la crisi / Prime direzioni di impegno” del 18.11.08), l’OCST intende additare alcune aree di intervento che riguardano i giovani. L’OCST auspica che le indicazioni qui tratteggiate possano essere recepite e trovare spazio all’interno del piano di misure contro la crisi, che il governo cantonale si appresta a varare. Collocamento a tirocinio Un primo obiettivo consiste nel reperire un numero sufficiente di posti di tirocinio, così da rendere possibile il collocamento di tutti i giovani desiderosi di immettersi su questo percorso formativo. Per superare gli ostacoli che la recessione tenderà a frapporre, è ritenuto opportuno: - programmare una vigorosa campagna di sensibilizzazione, sollecitando le ditte ticinesi a mettere a disposizione un adeguato volume di posti di tirocinio; - garantire ai giovani ed alle loro famiglie un’assistenza efficace nella ricerca di un posto di apprendistato. Oltre ad accedere all’elenco dei posti disponibili, i giovani e le famiglie dovrebbero potere contare, in caso di necessità, sul sostegno di operatori (ispettori di tirocinio, insegnanti di conoscenze professionali, persone designate dalla Divisione della formazione professionale) che conoscono il ramo professionale prescelto e che possono agevolare il contatto con le ditte; - intensificare gli interventi dell’orientamento professionale e la collaborazione tra i suoi addetti e gli ispettori di tirocinio, così da aiutare i giovani che incontrino difficoltà consistenti nel reperimento di un posto di tirocinio a valutare percorsi formativi alternativi. Occorre inoltre un deciso rilancio dei provvedimenti in favore dei giovani, che hanno terminato la scuola dell’obbligo e che incontrano difficoltà nell’identificare e nel reperire un preciso percorso di formazione professionale. Si chiede perciò: - di potenziare l’organizzazione dei semestri di motivazione, finanziati dalla LADI, per accompagnare i giovani in un percorso che, unendo corsi di recupero e di rafforzamento delle conoscenze (lingue, matematica) a stage in azienda, li agevoli nel reperimento di un posto di tirocinio. Per la riuscita di queste iniziative, è indispensabile disporre anche di figure di riferimento, che godano della fiducia dei giovani e dei datori di lavoro. Occorre cioè comporre una équipe di “tutori”, che seguano, indirizzino e motivino i giovani partecipanti. Tra gli insegnanti attivi nella scuola media, in servizi come il pretirocinio e nella formazione professionale è certamente possibile individuare e valorizzare persone che possono svolgere attività di accompagnamento di allievi in difficoltà nella transizione dalla scuola dell’obbligo alla formazione professionale. Al termine della formazione di base Al termine del tirocinio o della formazione di base, l’inserimento nel mondo del lavoro tenderà ad essere intralciato dalla situazione congiunturale sfavorevole. Occorrono iniziative e misure che agevolino la fase di transizione dalla formazione al lavoro oppure che, qualora risulti impossibile un ingresso immediato nel mondo del lavoro, consentano di consolidare le conoscenze e competenze professionali. E’ ritenuto auspicabile: - organizzare corsi di ricupero indirizzati ai giovani che non hanno concluso il tirocinio e la formazione di base. E’ indispensabile scongiurare la presenza di giovani sprovvisti di un attestato o titolo professionale. Senza nessuna qualifica, i giovani correrebbero il pericolo di incamminarsi verso un percorso di permanente insicurezza e precarietà. In questo ambito sarebbe ce

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