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Conza: una guerra di facciata
Redazione
18 anni fa
Marco Chiesa

Avete dato un’occhiata al nostro Centro Esposizioni? Se sì questo vi basterà per non avere dubbi sul da farsi il prossimo 8 febbraio e il vostro voto confermerà, come d’altronde la maggioranza dei consiglieri comunali, il messaggio del Municipio che vuole restituire dignità al Conza grazie al progetto firmato da Mario Botta. Al di là del lato prettamente estetico, che è sotto gli occhi di tutti, alcuni scettici, poco preoccupati del decoro dalla zona, si domanderanno, ancora, cosa ci ha convinto a sostenere questo investimento. Non volendo certo arrogarmi la presunzione di parlare a nome di tutti i favorevoli, posso solo dire, in buona sostanza, ciò che mi ha convinto a dare luce verde al progetto. Innanzitutto, e sono un facile profeta in quanto é stato detto a chiare lettere dall’Esecutivo, parto dal fatto che per almeno un decennio la Città non potrà contare su una nuova efficiente e moderna struttura espositiva e fieristica, struttura che, almeno secondo le odierne intenzioni, dovrebbe sorgere nel contesto del nuovo quartiere Cornaredo. D'altro canto, analizzato il costo annuo di queste quinte, non mi sono certo intimidito o scandalizzato. Ricordo, a tal proposito, che i tre milioni preventivati, comporteranno una spesa massima, sull’arco di dieci anni, di circa centomila franchi all’anno, grazie al costante introito proveniente dalla parete pubblicitaria e alla rivendita, al momento dello smantellamento, dell’acciaio che compone la struttura. Possiamo dunque sopportare un tale costo? Per dirla alla maniera del Sindaco, se non ce lo potessimo veramente permettere saremmo proprio dei veri pezzenti. Il Conza e tutto il pregiato sedime del Campo Marzio attende, inoltre, da troppo tempo un rilancio, una nuova destinazione, ma per il momento nulla di concreto é stato presentato o progettato e nulla esiste se non nell'oratoria di alcuni abili referendisti. Un tale originale progetto, sebbene ideato dall’architetto ticinese più celebrato dei nostri tempi, ancorché una certa curiosità la solleverà, non cambierà le sorti della nostra Città, di questo ne sono cosciente, ma avrà senza dubbio il pregio di mostrare a tutti gli operatori del settore, alle persone attive nel turismo, nell’albergheria, nel commercio e, non ultimo, a tutte le cittadine e i cittadini luganesi che la Città crede coi fatti alla sua vocazione turistica, congressuale e fieristica. A differenza di alcuni accaniti contrari alle facciate, mi sia concesso dire, troppo spesso motivati solo dai loro personalismi partitici, non sono disposto ad accapigliarmi per questo tema, tema che, tra l’altro, per una beffa del destino é stato associato a uno federale ben più importante per il nostro futuro, ma, obbligato a scegliere tra un triste immobilismo e un benefico e produttivo impulso economico-commerciale, non ho dubbi sul da farsi, voterò si. Marco Chiesa. membro del comitato a sostegno del progetto Nuovo Conza

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