
Le gente incomincia a capirlo. Il progetto Botta non è uno sfizio o uno spreco per qualcosa di temporaneo, ma una vera necessità per una città a vocazione turistica e congressuale come Lugano. I referendisti vogliono bloccare il rivestimento, ma non portano alcuna soluzione valida. Semplice: non ve ne sono! O meglio: l’alternativa è quella di lasciare il Centro esposizioni in quello stato indegno per altri 10-15 anni. È questo che si vuole? Meraviglia pure l’orientamento di parte di socialisti, Verdi e comunisti, normalmente sensibili agli scempi architettonici. Oggi invece si schierano contro il progetto, dimenticando quanto Lugano spende in altre opere. Tutti sanno che lo spostamento del Polo fieristico non potrà avvenire prima di 10-15 anni, o forse anche di più. È impossibile confutare questa realtà, a meno di voler negare l’evidenza. Questa situazione si è creata non per mancanza di volontà politica, ma per ragioni oggettive, contingenti e pianificatorie che, purtroppo, non è possibile eludere. È da questo stato di cose che bisogna partire e non da fantasiosi ragionamenti che non trovano alcun riscontro nella nuda realtà. L’agire politico è fatto di pragmatismo. Lugano non può permettersi di chiudere di punto in bianco baracca e burattini e per anni non organizzare più fiere ed esposizioni. Gli addetti ai lavori lo sanno molto bene: persa l’occasione, e il treno, non si recupera più. È quindi prioritario ed essenziale consolidare, non frenare o azzoppare! Purtroppo i referendisti non vogliono neppure credere agli organizzatori di fiere e a Lugano turismo che ammoniscono sui segnali negativi provenienti in questi mesi dall’estero. Alla constatazione: “Com’è ora il vostro Centro esposizioni è poco appetibile esteriormente. Se non fate nulla, non ritorniamo più”, la loro risposta è assente. Invece il Municipio ha voluto rispondere in tempi rapidi con un progetto per di più firmato da Mario Botta, architetto conosciuto mondialmente, e in grado di attirare molti curiosi. Ma lo vogliamo capire o no che il nostro benessere non cade dal cielo, ma deve essere conquistato ogni giorno mediante un duro lavoro e l’offerta di strutture sempre competitive ed attrattive, sforzandoci nel contempo di mettere a disposizione di turisti e visitatori il meglio per non perdere terreno? A dispetto di quanto pensano alcuni, la crisi impone la realizzazione anticipata di strutture prioritarie per la città. Una di queste è il rivestimento del Conza. Chi meglio si attrezza per rispondere alla concorrenza e ai tempi duri che verranno, avrà possibilità di superarli con minori contraccolpi. Senza una struttura competitiva anche esteriore – l’interno viene invece arredato dai vari espositori – il polo fieristico ed espositivo di Lugano perderà posizioni ed attrattiva, con conseguenze nefaste su tutto il tessuto socio-economico cittadino, sul commercio, la ristorazione e gli alberghi. Inoltre così facendo verrà sottratto lavoro ai nostri artigiani e alle piccole ditte locali! Cosa vogliono i Luganesi cui sta a cuore la città? Sicuramente qualcosa di bello e dignitoso che ci renda orgogliosi di essere cittadini di Lugano! Roberto Badaracco, Comitato SI al progetto del Nuovo Campo Marzio
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