Collettivo R-esistiamo - Centri per migranti: veri e propri lager dove la gente muore.
Collettivo R-esistiamo - Centri per migranti: veri e propri lager dove la gente muore.
  • 1
    Regolamento sezione ospiti
    Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione e la redazione cerca di offrire a tutti la medesima visibilità in homepage. La redazione si riserva la facoltà (non sindacabile) di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a info[email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Negli scorsi giorni nel bunker per richiedenti l’asilo a Camorino c’è stata una rissa, ennesima in questi giorni di caldo, durante la quale avvenuto un accoltellamento tra due persone. Giovedì 2 luglio, a Paradiso nel centro della Croce Rossa un ragazzo si è buttato dal quarto piano. Al momento non si hanno informazioni sullo stato di salute di questa persona.

Il forte stress psicologico, l’assenza di ogni forma di sostegno e le assurde condizioni presenti all’interno di queste strutture sono fonte di sofferenza e rabbia quotidiane. Gli episodi avvenuti in questi giorni rendono solo tristemente noto ciò che ogni giorno le persone detenute in queste strutture di apartheid devono subire. La drammaticità di questi gesti sono espressione della disperazione di persone private della propria libertà, in balia di ricatti e menzogne quotidiane, per il semplice «crimine» di non possedere un documento. Di vite controllate e recluse. Storie che non si vogliono raccontare perché scomode e apparentemente lontane dalla cronaca totalitaria delle sirene del Covid. Evidentemente, ancora una volta, la salute non è un diritto per tutt*. Non lo è per chi vive in un campo, non lo è per chi è detenuto in carcere e non lo è per chi non possiede una casa, un lavoro o un documento. Ora più di prima è necessario organizzarsi per fermare ogni forma di apartheid in questo territorio e lottare affinché queste strutture non debbano più esistere! Riteniamo che la responsabilità di questi avvenimenti è di chi incarcera, segrega, isola e infantilizza le persone migranti fino a portarle all’esasperazione. Oggi il Collettivo R-esistiamo e solidali hanno portato il loro sostegno a tutt* le persone segregate al Centro di «accoglienza» di Paradiso. Nel corso del presidio abbiamo incontrato alcune di quelle persone recluse e silenziate in una struttura fisicamente terrificante (una palazzina vecchia e mal costruita, con filo spinato, balconi rinforzati a causa dei cedimenti strutturali dell’edificio, telecamere, securitas all’ingresso, nonché una copertura di lamiera con gli inquietanti segni del corpo precipitato giovedì sera) e psicologicamente opprimente. Soprattutto stando ai racconti di chi, da anni, subisce quotidianamente il limbo disumanizzante di una politica migratoria fatta di vane promesse, ricatti, minacce e ritorsioni. Soprattutto per chi decide di esporsi o ribellarsi al sistema dei centri. Diverse persone hanno raccontato: « il ragazzo si trovava nel centro di Paradiso senza famiglia. Da tempo aveva forti dolori alla schiena e da due giorni non mangiava per il dolore. I funzionari della Croce Rossa non lo hanno ascoltato e nemmeno dato seguito alle sue richieste. Lui ha chiesto più volte di avere un ambulanza e un dottore. La Croce Rossa non ha chiamato un dottore e gli ha detto che per avere un ambulanza doveva pagare mille franchi. Lui non aveva questi soldi, ma aveva molto molto dolore. Così dalla disperazione giovedì notte si è buttato dal balcone della sua stanza. Ora nessuno sa come sta e la Croce Rossa non ci dice nulla. Siamo molto preoccupati vorremmo sapere come sta».

Il silenzio delle istituzioni si é fatto sentire anche nel modo in cui siam stati «accolti»: ovvero da securini travestiti da crocerossini (abito della Croce Rossa indossato da un Securitas) SEM, USSI, UFFICIO DELLA MIGRAZIONE, CROCE ROSSA E SECURITAS sono ancora una volta i diretti responsabili del sangue versato e non possiamo permettere che lo stesso possa essere lavato con le solite velleità umanitarie in nome della sicurezza, o del diritto di asilo. I campi per persone migranti in Ticino sono veri e propri lager! Vanno chiusi subito, tutti! Rompiamo questo silenzio!

Ultime Notizie: Ospiti
  • 1