
Su alcuni quotidiani del nostro cantone è stato pubblicato lo scorso 24 novembre un articolo del municipale di Bellinzona Felice Zanetti. Nello stesso il capo dicastero finanze commentava astiosamente le legittime posizioni dei dipendenti e dei loro rappresentanti come pure la posizione del PS cittadino rispetto agli ingiustificati blocchi salariali decisi dal municipio. Quest’anno verosimilmente il personale del comune non riceverà nessun adeguamento al carovita in quanto il tasso d’inflazione medio per il 2010 è praticamente pari a zero. La crisi colpisce le persone nella loro quotidianità ben più di quanto non riduca in ginocchio le casse comunali della capitale. La scelta del Municipio di rinunciare a riconoscere promozioni e riclassificazioni salariali a quei dipendenti che se li sono meritevolmente guadagnati non è da sottovalutare: sia come segnale, perché si penalizzano i dipendenti migliori, sia per le scelte future. Il risparmio, taglio o riduzione di spesa che sia, attuato alle spalle dei dipendenti pubblici indebolisce l’attrattività della professione e diminuisce spesso la qualità del servizio. La popolazione ha quindi interesse a poter usufruire di servizi curati da lavoratori che non sono ritenuti la classica ultima ruota del carro. Non riteniamo corretto minimizzare le conseguenze della decisione dell’esecutivo e tanto meno cedere all’interessato suggerimento del municipale PLR che vorrebbe non dover sentire la voce di protesta di quelle poche forze politiche che ancora si schierano con i lavoratori. Ci indignamo ora, prima che sia davvero troppo tardi. In tutta tranquillità Zanetti ci ricorda che questa misura non è dovuta ad una situazione contingente, ma è già stata adottata due anni or sono. Ecco allora che di fronte all’ennesima caduta in tentazione del Municipio, ci permettiamo di dire che non è questo il modo di trattare dei dipendenti che sostengono con impegno e dedizione la “macchina comunale”. Non vorremmo che chi vaneggia invano di code di paglia, per la serie “non c’è il due senza il tre”, non sia pronto a sostenere anche il prossimo anno queste misure con nuovi alibi ciechi come quelli di quest’anno. Il Municipio non vuole negoziare con i sindacati che si occupano della garanzia dei diritti dei dipendenti, questo è segno di debolezza ed è irrispettoso nei confronti della categoria. Di fronte a questo tipo di metodi è inevitabile che, chi si sente ingiustamente colpito in un momento difficile, si difenda. Se poi la maggioranza del legislativo e il municipio, che dovrebbe essere condotto dal partito di maggioranza relativa, crederanno bene colpire i lavoratori, è imperativo che si esprimano con coscienza di causa. La misura scelta non fa bene, non è determinante, non favorisce il rilancio e discrimina senza ragione. È significativa l’ansia del capo dicastero di presentare di giustificare il blocco delle promozioni che si vuole presentare come inevitabile. Il sindacato VPOD e la Sezione di Bellinzona del Partito socialista non ci stanno e daranno battaglia, insieme a tutte le forze che vorranno evitare che a pagare siano sempre le lavoratrici ed i lavoratori. Clio Rossi presidente PS di Bellinzona e Stefano Testa segretario cantonale aggiunto sindacato VPOD
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