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Cleto Ferrari - Macello, concedere i finanziamenti
Redazione
14 anni fa

Grazie alla creazione del macello cantonale conforme alle normative svizzere ed europee si è potuto estendere l’utilizzo del marchio Ticino ai prodotti derivati dalla macellazione, lavorazione e affinamento fatta in Ticino di animali allevati sul nostro territorio. Alcune importanti aziende trasformatrici e della distribuzione hanno fatto richiesta per l’utilizzo di questo marchio di garanzia Ticino depositato presso l’Istituto della proprietà intellettuale a Berna. Di seguito abbiamo evidenziato presso i consumatori il vantaggio del consumo del prodotto carne marchio Ticino che di fatto è un prodotto locale, con pochi trasporti, nell’interesse dell’ambiente e degli animali e che indirettamente contribuisce e assicura la gestione del territorio e del paesaggio.Questo serio discorso, che ha portato aziende attive nel Ticino a fare degli investimenti per potersi fregiare del Marchio Ticino, con un riscontro non indifferente a livello di smercio, viene ora messo seriamente in difficoltà in quanto il consumatore e la credibilità del marchio e dei suoi contenuti non possono essere bistrattati attraverso la concessione di deroghe per macellazioni fuori Cantone quando sul nostro territorio esiste una struttura perfettamente adeguata.Chiediamo pertanto all’ente pubblico e alla sua Banca di procedere immediatamente alla concessione dei mezzi finanziari necessari al proseguo dell’attività e nel contempo di intavolare con gli attori la ricerca di soluzioni finanziariamente sostenibili a lungo termine e se necessari anche di valutare nuovi investimenti ed eventualmente forme giuridiche più adeguate alla gestione.Da parte nostra possiamo assicurare che se il successo riscontrato nell’utilizzo di prodotti marchio Ticino continua con le attuali tendenze, e ne siamo convinti, e se i progetti in corso potranno essere realizzati, in futuro sicuramente maggiori volumi di carne verranno macellati in Ticino e non più oltralpe e quindi anche la redditività del macello dovrebbe trarre benefici consistenti.La chiusura anche se solo momentanea non giova a nessuno e sicuramente men che meno ai creditori che di fatto sono l’ente pubblico, in quanto il macello avrà valore se potrà macellare sempre maggiori quantitativi di carne e questo trend alla crescita è dimostrato dalle cifre. Una breve chiusura farà ripiombare la struttura nella situazione di dover rincorrere con difficoltà bestiame che apre canali altrove e riapre sterili diatribe incentrate su interessi particolari anziché generali. Una breve chiusura potrebbe comportare anche difficoltà nel rispetto delle severe normative igieniche, sanitarie e del rispetto degli animali.Sembra assurdo, che l’ente pubblico,  Banca Stato e Cantone, con la decisione di non concedere mezzi finanziari per il proseguo dell’attività del macello di interesse cantonale, finisca in tempi molto brevi se non immediati col: diminuire il valore delle sue richieste creditizie; mettere in difficoltà aziende dell’agroalimentare e della distribuzione attive sul suo territorio; mettere in difficoltà tutto il discorso legato all’agroalimentare ticinese e al turismo; e a medio lungo termine  finisca col mettere in difficoltà l’importante discorso di gestione del territorio e di qualità del paesaggio molto apprezzato dai nostri cittadini e turisti.Questo modo di procedere non è rispettoso dei mezzi finanziari pubblici e di chi opera per creare valore aggiunto al nostro territorio.Il macello cantonale è e deve restare un punto di riferimento per un Cantone turistico dove gran parte dei campi e pascoli possono essere coltivati solo ad erba e quindi valorizzati con la produzione animale.

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