
In una recente presa di posizione il presidente di agrifutura G.Berardi critica la presenza del Ticino alla Grüne Woche di Berlino. Ritiene inutile questa partecipazione per la filiera agroalimentare cantonale pur ammettendo una contenuta valenza turistica. Contrappone la filiera corta, connotata come consumo locale o agricoltura di prossimità a chilometro zero, alla partecipazione con uno stand rappresentativo dei prodotti e del turismo ticinesi a quella che è considerata la fiera più importante a livello europeo grazie alla presenza di ben ventotto nazioni. Non sappiamo sino a che punto accordare la buonafede a questo intervento che ha l’aria del tentativo di distorcere alcune realtà e dinamiche promozionali del settore agricolo scontate ed acquisite da sempre. Il cantone sostiene in modo importante le associazioni di categoria e le organizzazioni di produttori nelle loro attività promozionali con la condizione di collaborare all’interno del settore agricolo e a settori vicini, come quelli del turismo, della ristorazione e della distribuzione, per trovare delle sinergie e quindi coordinarsi. In questo senso la stragrande maggioranza dei mezzi finanziari promozionali è investita nel mercato ticinese, oltralpe e per facilitare collaborazioni con Gastroticino, Ticino turismo e la distribuzione promuovendo i prodotti marchio Ticino. Per quanto riguarda Berlino, il Ticino è stato invitato quale Cantone ospite da Agromarketing Suisse organo promozionale dell’Unione svizzera dei contadini la quale partecipa ogni anno a questa importante fiera con una strategia di promozione della Svizzera e dei suoi prodotti concordata a livello nazionale dove ogni cantone a turno da il proprio contributo. L’operazione ha potuto essere messa in cantiere grazie anche al sostegno di Ticino Turismo, Lati e Ticinowine. Aldilà di queste costruttive collaborazioni la filiera agricola corta per funzionare deve avere una buona clientele di prossimità con un buon potere d’acquisto Per smerciare i nostri prodotti, oltre ai ticinesi e ai mercati d’oltralpe sono necessari anche i turisti. Se prendiamo i dati riguardanti il Ticino turistico la clientela germanica spesso anche residente in case secondarie è molto importante ma purtroppo ancora oggi si reca principalmente all’Aldi a prendere i suoi prodotti. La promozione turistica viene fatta anche attraverso paesaggi idilliaci e ai prodotti tipici come il vino, il formaggio, le castagne e altro ancora. Ricordiamo che la Confederazione riconosce la multifunzionalità dell’agricoltura con importanti pagamenti diretti. Il turismo è un settore dell’economia che da un suo non indifferente contributo alle finanze federali e un indotto non indifferente anche al consumo di prodotti agricoli per cui un minimo sforzo di collaborazione e coerenza da parte delle associazioni agricole è da contrapporre ad un pensiero corto in cui tutto è scontato e dovuto. La sostanza dell’articolo di Berardi non merita reazioni se non che abbiamo ritenuto con questa presa di posizione dell’associazione di categoria che rappresenta più di ottocento aziende agricole di sottolineare e ribadire la necessità e la volontà di una costruttiva collaborazione con il settore del turismo, con lo Stato e altri settori vicini. Cleto Ferrari
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