
Non ci sono altre espressioni per descrivere quanto sta accadendo in Germania in questi giorni a seguito dell’epidemia causata dal batterio Escherichia coli. Pur rispettando tutta la drammaticità della situazione alcune considerazioni vanno espresse.Impressiona il tempo necessario per individuare il “vettore” di quest’epidemia, ad oggi non identificato, dopo aver buttato in pasto ai media i cetrioli, il Bio e i germogli di soia con grande danno per la produzione orticola.Questo mondo globalizzato riesce ancora a sorprenderci? Purtroppo no! La confusione vi regna, vi ha preso casa anche a livello di batteri. Le capacità di controllo diventano vane. Questa continua, costante apertura delle frontiere a scopi e con forzature prettamente commerciali fa emergere ora un evidente problema sanitario, un’altra volta un evidente problema di sfruttamento della manodopera, un’altra volta ancora problemi ambientali, un’altra volta problemi legati all’ennesimo organismo di quarantena in circolazione, un’altra volta problemi di corruzione o di incompatibilità degli istituti di vigilanza, non parliamo poi della classe politica disarmata di credibilità o della criminalità organizzata. Dall’altra parte i media si confermano quale principale cassa di risonanza delle paure e del sensazionalismo di cui si nutre una società divoratrice con pochi punti fermi di riferimento e succube del consumismo.In questo contesto tornando nel nostro piccolo mondo, consci dell’impotenza nel fermare questo treno in corsa, ringraziamo chi ci permette ancora di parlare di frontiere ed è contrario all’ennesimo accordo internazionale, anche se restarne fuori anche di fatto sarà difficile. Allora ricordiamo che di problemi ne abbiamo sicuramente anche noi ma sapete dove siamo, dove trovarci e cosa facciamo. Siamo sotto i vostri occhi. Ricordiamo quindi il prodotto della nostra agricoltura, il prodotto regionale, il prodotto marchio Ticino, il prodotto a chilometro zero.Ai nostri orticoltori in questo spaccato, in una stagione già resa difficile dalla precocità di una meteo troppo generosa che ha acuito la concorrenza internazionale, dall’euro sprofondato e in questa settimana da una meteo che non incentiva il consumo di verdure, dobbiamo esprimere il nostro sostegno anche perché vittime di un putiferio internazionale a cui non hanno contribuito e di cui non hanno nessun guadagno.Sicuramente a bocce ferme si dovrà considerare un loro indennizzo per le perdite straordinarie. Indennizzo quale segnale politico di riconoscimento per quanto di buono ci offrono e quale segnale politico d’opposizione ad un modello globale logoro ed inaffidabile.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

