
Il commercio e il turismo in Ticino sono depressi a causa di una costante erosione del potere d’acquisto dei residenti, del rincaro del costo della vita e di una progressiva degenerazione dei tempi e dei costi legati alla mobilità.
Le contadine e i contadini ticinesi e svizzeri producono alimentari sempre più di qualità e a km 0. Prodotti rincarati in quanto soddisfano le innumerevoli richieste volute dalla nostra popolazione in ambito ambientale, del benessere degli animali, di sicurezza e dell’igiene.
Le rivendicazione che portiamo a Berna nell’interesse dei cittadini e della vitalità del nostro Cantone sono concrete. Con la libera circolazione il numero di frontalieri che entrano in Ticino, in pochi anni è più che raddoppiato. I salari dei residenti ne risentono. Il commercio interno ne risente. Un controllo delle condizioni di lavoro è praticamente impossibile considerata anche la complicità dell’offerta lavorativa. Con queste premesse sin tanto la Svizzera non tornerà ad un sistema di contingentamento del mercato del lavoro la terza corsia dell’autostrada A2 da lugano in giù per ovvi motivi non va realizzata. Non farebbe altro che portare ulteriore mobilità da e per l’Italia a scapito del nostro mercato del lavoro, del territorio e dell’ambiente in generale.
Siamo favorevoli a realizzare il più presto possibile la completazione del collegamento nazionale A2A13 verso Locarno. Questo tracciato porterebbe solo che dei benefici a livello ambientale, al commercio interno al turismo e all’occupazione delle numerose residenze secondarie presenti. Porterebbe ordine ed efficienza alle importanti aree logistiche e lavorative cantonali (Cargo, trasporti vari, Poste) presenti. A scanso di equivoci ricordiamo che in passato gli agricoltori erano già stati tra i fautori della realizzazione del collegamento A2A13 con il tracciato denominato Variante 98 poi incomprensibilmente abbandonato dalle nostre autorità.
Siamo contrari alla tassa sul CO2 che non farebbe altro che rincarare la vita nel paese, a deprimere il commercio interno e ad accrescere la mobilità legata agli acquisti oltre confine.
Sosteniamo la lotta al riscaldamento climatico. In un lucido bilancio delle prestazioni ambientali fatte dal Ticino all’interno della Confederazione possiamo dire che il Ticino con la sua impressionante presenza di verde è di fatto un polmone della Svizzera e il suo contributo alla lotta di CO2 con l’elevatissimo tasso di copertura boschiva è indiscutibile. In agricoltura coltivare in presenza di una dominante copertura boschiva diventa molto oneroso ma importantissimo. Riusciamo comunque a pulire ad esempio anche le selve castanili e l’attività agricola in generale produce con tanto lavoro una ragnatela notevolissima di biodiversità indispensabile ed insostituibili all’interno della monocoltura bosco.
Il Ticino deve già sopportare le immissioni della presenza di collegamenti autostradali e ferroviari di valenza internazionale. Il Ticino è inoltre regolarmente investito dalla cupola di inquinamento generato dalla vicina Italia dove a pochi km di distanza risiedono più abitanti che in tutta la Svizzera e dove è evidente che già solo nei sistemi di riscaldamento ed isolazione delle abitazioni esiste un margine di manovra immenso rispetto a quanto già realizzato da noi. Su questa situazione la Confederazione, nell’ambito della lotta al riscaldamento climatico e dell’accordo sui ristorni dovrà concentrare gli sforzi tutelando gli interessi svizzeri del nostro Cantone.
Cleto FerrariUDC - Agrari
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