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Cleto Ferrari - Braccia per il territorio
Redazione
14 anni fa

Prima di Natale il Consiglio di Stato ha licenziato importanti modifiche di legge di incidenza territoriale. Mi riferisco al messaggio inerente la compensazione di vantaggi e svantaggi derivanti dalla pianificazione del territorio. In base a queste normative saranno prelevati cospicui mezzi finanziari a coloro che grazie a modifiche del piano regolatore potranno godere di benefici di carattere edificatorio. Centrale per il settore agricolo è capire come verrà utilizzato il denaro prelevato ai privati. La proposta di modifica di legge prevede quanto segue: Art. 98 1I proventi del contributo di plusvalore sono ripartiti a metà fra Comune di situazione del terreno e Cantone. 2Essi sono destinati a misure di sviluppo territoriale qualificate, in particolare interventi di valorizzazione territoriale e del paesaggio o ad indennità d’espropriazione materiale. La più importante politica settoriale che crea paesaggio su vasta scala e attrattiva al nostro cantone, ossia l’agricoltura, viene piuttosto trascurata. Siamo ancora una volta confrontati a modalità d’impiego di mezzi pubblici che con ogni probabilità creeranno tanta teoria, cataste di carta e alla fine delle procedure rimarranno briciole per chi le braccia le usa per lasciare un segno nel solco della cultura e tradizione sul nostro territorio rurale sempre più appiattito dall’incolto. Il settore economico primario, oggi riscoperto anche per l’importanza che può svolgere a livello paesaggistico, turistico, gastronomico e in generale nell’agroalimentare, in contrapposizione alla banalizzazione dettata dalla globalizzazione, ha bisogno più che mai di mezzi finanziari per poter essere all’altezza delle aspettative e distinguersi dalla concorrenza. Non dimentichiamo che l’agricoltura ticinese è stata la grande dimenticata sia a livello federale che cantonale. A livello federale per il semplice fatto che la politica agricola praticata è indirizzata a risolvere problematiche diametralmente opposte alle nostre. A livello cantonale la difficile tradizione agricola di sussistenza praticata da quasi tutte le famiglie ticinesi è stata soppiantata dall’improvviso benessere portato dalle grandi vie di comunicazione e dalla piazza finanziaria. Il primario è così viepiù caduto nel dimenticatoio e solo di recente inizia ad essere rivalutato. L’agricoltura ticinese è fragile e soffre a livello strutturale e fondiario, non da ultimo per la politica edificatoria sino a pochi anni fa praticata. Ha subito un’incredibile erosione di territorio e lo stesso oltre ad essere disperso non è in proprietà degli agricoltori. Se in futuro vorremo ancora avere braccia che lasciano un segno tangibile nella gestione del territorio, creando paesaggio di qualità e tradizione e le premesse per prodotti agroalimentari tipici, controllati e di prossimità, con importanti ricadute per la qualità di vita e il turismo, l’appena citato art. 98 dovrà senza dubbi parlare di concrete ed immediate misure agricole nell’interesse del Ticino e dei ticinesi. Cleto Ferrari, Segretario agricolo e Deputato Lega

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