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Claudio Franscella - Per una migliore formazione continua dei docenti
Redazione
12 anni fa

Settimana prossima in Gran Consiglio si voterà finalmente la modifica della Legge concernente l’aggiornamento dei docenti. Questa rivisitazione delle normative in materia di formazione continua giunge dopo vent’anni dall’ultima revisione ed è un punto centrale del dibattito sul futuro del nostro sistema educativo.

Infatti è indispensabile che il corpo docenti si mantenga costantemente aggiornato affinchè possa ricoprire quell’importante ruolo che gli viene assegnato nell’educazione e nell’istruzione dei nostri giovani, soprattutto in una società in rapida e continua evoluzione.

Una formazione continua durante tutto l’arco della carriera, oltre ad essere un diritto degli insegnanti, è però anche un dovere nei confronti degli allievi e del datore di lavoro.

Una modifica di legge che disciplina maggiormente e in modo più efficace rispetto al passato l’aggiornamento e la formazione continua dei docenti è quindi da accogliere in maniera molto positiva.

Tra gli aspetti principali della revisione della Legge sono presenti positive misure volte a rendere più accessibile la formazione ai docenti, come la possibilità che ciò avvenga anche in tempo di scuola e che la copertura dei costi relativi alle supplenze e al rimborso delle spese sia a carico del datore di lavoro. Grazie poi ad una pianificazione quadriennale e ad un costante monitoraggio, sarà più facile per il Dipartimento verificare che ogni docente svolga un proprio percorso di formazione continua accanto alla sua pratica professionale quotidiana.

Per rendere più efficace lo sviluppo professionale dei docenti sarà importante che, in fase di attuazione di questa modifica, il Consiglio di Stato (e per esso i suoi funzionari dirigenti) collabori maggiormente con gruppi rappresentativi di docenti dei diversi settori. Ad esempio sarà fondamentale che l’aggiornamento del corpo insegnante non sia prerogativa del Dipartimento o del DFA-SUPSI, ma che si lasci spazio anche alle iniziative provenienti dal basso e che si incentivino di conseguenza anche le proposte che vengono dai docenti stessi.Per questa ragione vanno chiarite le modalità per riconoscere la formazione interna agli istituti che spesso è la più vicina ai bisogni dei docenti, degli allievi e delle famiglie.

Sarà pure opportuno che le modalità di certificazione del percorso di formazione e aggiornamento siano stabilite in modo chiaro, evitando tuttavia l’estrema burocratizzazione dell’iter che potrebbe portare, così come successo nella precedente versione della legge, al suo naturale fallimento e al suo progressivo abbandono.

L’aggiornamento dei docenti dovrà poi procedere di pari passo con l’aggiornamento degli strumenti didattici; è infatti improponibile avere delle sedi scolastiche - così come succede ancora oggi - dove i mezzi tecnologici sono nettamente insufficienti per rispondere ad una necessaria formazione dei giovani in questo campo.

Un “piccolo” particolare : la formazione dei docenti dovrebbe contemplare anche la formazione di direttori di istituto e di ispettori .

E, infine, sarà altresì importante creare un equilibrio tra aggiornamento disciplinare e pedagogico, affinchè il corpo docenti possa formarsi non solo su quanto insegna, ma anche sulle nuove strategie d’insegnamento, soprattutto nei settori medio e medio superiore. Per fare questo bisognerà però tenere conto di quanto è stato fatto dai docenti, affinchè non ci sia una “corsa ai corsi”, senza ragion d’essere.

Al termine di queste considerazioni sono convinto che questa modifica di Legge possa essere un primo e decisivo passo verso un serio dibattito sul futuro della nostra scuola.

Un dibattito che parta proprio dalla rivalutazione del ruolo del docente che, come purtroppo si è costatato in questi ultimi anni, non è più così attrattivo per i ticinesi.

Fatto questo che ha purtroppo costretto la nostra scuola a guardare, a volte, oltre i confini cantonali e nazionali per trovare degli specialisti che si occupino dell’istruzione e della formazione dei nostri giovani.

E di questo non vorremmo più sentirne parlare.

Claudio Franscella

Deputato PPD e membro della Commissione scolastica del Gran Consiglio

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