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Claudio Franscella: "No agli autisti pensionati? Decisione assurda"
Redazione
17 anni fa

Da circa vent’anni il servizio del trasporto scolastico degli allievi con handicap fisico dalle nostre scuole agli studi di ergoterapia, fisioterapia, psicoterapia, ortoterapia e altro è stato effettuato con soddisfazione -e senza incidenti- da numerosi volontari in età AVS, molti dei quali appartenenti alla sezione AAPI del Mendrisiotto.. Un servizio importante che ha dato un sostanziale aiuto alle famiglie che hanno figli con problemi a livello fisico, ma ha pure contribuito a dare un senso all’occupazione del tempo libero dei nostri pensionati, favorendo la loro integrazione nella società e ha pure permesso alle casse cantonali di contenere le spese per questi onerosi servizi. Inaspettatamente però, da quest’anno scolastico, il Decs ha deciso che i mandati di trasporto, per problemi di sicurezza, non possono più essere demandati alle persone che superano i 65 anni. In effetti il direttore del dipartimento Gabriele Gendotti durante l’ultima sessione del Gran Consiglio- sollecitato da un atto parlamentare presentato dal sottoscritto- ha affermato che “garantire la sicurezza e la qualità del servizio giustifica la decisione di non permettere più ai pensionati di condurre i veicoli per il trasporto di allievi con handicap”. Ma come? A livello federale c’è chi sta pensando di procrastinare l’età pensionabile a 67 anni, mentre in Ticino si ritiene che gli over 65 siano da relegare in un angolo, senza più nessuna possibilità di rendersi utili per la nostra società? Nel caso in questione non si sarebbe potuto continuare a delegare questo servizio agli anziani, inserendo qualche paletto supplementare (ad esempio chiedendo una visita medica ogni anno)? Si continua a dire che la generazione anziana rimane a tutti gli effetti una generazione attiva, partecipe della società e sicuramente produttiva; si sostiene che gli anziani sono persone ideali per varie forme di volontariato necessario in una società in cui la famiglia si è atomizzata e il Cantone che fa? Fissa un limite d’età a 65 anni per emarginare persone che sono ancora nel pieno della loro facoltà fisica e mentale e che, soprattutto, hanno ancora voglia di essere utili al prossimo. Mi auguro quindi che, al più presto, il Consiglio di Stato abbia il coraggio di rivedere e rendere meno drastica questa ingiustificata decisione (e anche quella dell’aumento delle tariffe degli spazi scolastici cantonali per gli anziani), così da ridare la giusta dignità ai quasi 100mila over 65 ticinesi…e questo nell’interesse di tutta la nostra società! Claudio Franscella, Granconsigliere, segretario cantonale AAPI-OCST

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