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Claudio Franscella - Meno risorse per i battelli italiani sul Lago Maggiore
Redazione
15 anni fa

Recentemente sono stati annunciati i tagli (11 milioni di euro) alle risorse destinate al servizio di battelli sui laghi italiani, compreso il lago Maggiore. Ciò implicherà  delle ricadute negative su tutto il sistema turistico ed economico del locarnese.In effetti quel che si prospetta è che il piano delle corse per la prossima stagione primavera-estate non venga rispettato: la mancata assicurazione dei servizi finora erogati avrebbe conseguenze sia per l'occupazione sia per il trasporto. La navigazione nel bacino svizzero del Lago Maggiore rappresenta infatti un servizio indispensabile per lo sviluppo turistico, economico, occupazionale e sociale dei territori che circondano il lago.

 Si prenda come esempio la tutela delle Isole di Brissago – di proprietà dello Stato – che dovrebbero vedersi garantire l’approvvigionamento di un flusso costante di visitatori che si situa all’incirca tra i 90'000 e i 100'000 all’anno (se si esclude il 2011 che, per via della congiuntura economica, ha fatto registrare 75'000 entrate) la cui attività, al contrario, è invece messa a repentaglio dalle soppressioni di corse e dall’aumento delle tariffe evocato dall’esecutivo Monti. La convenzione di privativa che vede la NLM come unico possibile fornitore di servizi sul bacino del Verbano lega infatti anche le Isole di Brissago.

 In base all’articolo 6 della convenzione, in cui “il Dipartimento Federale dei Trasporti, delle comunicazioni e delle energie […] rilascia alla Gestione dei servizi pubblici di linea di navigazione sui Laghi Maggiore, di Garda e di Como con sede a Milano una concessione per il trasporto regolare e professionale di persone per battello nel bacino svizzero del Lago Maggiore” si decreta pure che “la concessionaria ed il Cantone Ticino creano un’organizzazione consultiva mista adeguata per coordinare e promuovere tempestivamente le offerte d’interesse pubblico e di mercato sul piano regionale.” Tale “Organizzazione consultiva mista per la navigazione sul Lago Maggiore” (ORCOMI) prevedeva tra i propri compiti l’assicurazione del servizio sul bacino svizzero del Lago Maggiore e si proponeva di facilitare la comunicazione tra la Società di Navigazione e gli Enti pubblici e privati interessati ai servizi di trasporto offerti sul Lago.

 Si noti infine l’articolo 7 della medesima concessione, in cui si asserisce che “La concessionaria manterrà permanentemente in servizio nel bacino svizzero una flotta sufficiente per far fronte ai bisogni del traffico, ivi comprese le crociere diurne e notturne […]”.

Per quanto concerne il personale (Art. 13), “per tutta la durata della concessione, la concessionaria manterrà in servizio 12 agenti naviganti di nazionalità svizzera, di cui almeno 5 piloti abilitati a condurre qualsiasi natante in servizio di navigazione nel bacino svizzero, non ché un numero adeguato di agenti svizzeri per il servizio agli scali”.

 L’articolo 49 della legge federale sul Trasporto pubblico del 4 ottobre 1985 (RS 742.40) prevede inoltre che, in termini di vigilanza, “I trasporti pubblici sottostanno alla vigilanza dell’Ufficio federale. Quest’ultimo è abilitato ad abrogare o ad impedire l’applicazione di decisioni e istruzioni di organi o servizi delle imprese qualora infrangano la presente legge, la concessione o accordi internazionali oppure se violano importanti interessi nazionali.”

 Attualmente non è dato sapere quali siano le decisioni effettive che il governo Monti adotterà in materia di Navigazione: per evitare che lo scenario muti negativamente (aumento delle tariffe dei biglietti fino al 30 per cento e una contrazione del numero di corse) con l'entrata in vigore dell'orario estivo il 1° aprile, si auspica che l’”Organizzazione consultiva mista per la navigazione sul Lago Maggiore” venga riattivata al più presto per poter garantire una valida tute

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