
La riforma dell’insegnamento in Ticino deve ripartire al più presto in quanto il no espresso al progetto “La Scuola che Verrà” ha lasciato irrisolte molte problematiche insite nel nostro sistema scolastico obbligatorio, soprattutto nel settore medio.
Visto il chiaro esito della votazione popolare non sarà però possibile affrontare il futuro di questo settore scolastico con dei progetti rivoluzionari, sarà invece necessario iniziare da subito il cammino di una riforma affrontando gli scalini uno alla volta, partendo da quelli meno contestati.
A questo proposito mi rifaccio ad una mozione PLR-PPD “L’allievo, il docente e la scuola media”, inoltrata nel 2014 e sospesa in attesa del verdetto sul progetto “La scuola che verrà” che - non scostandosi dalla pratica attuale della differenziazione curriculare, basata sulle diverse capacità intellettive e conoscitive degli allievi – chiedeva, per il settore medio, il potenziamento della docenza di classe, l’estensione dei laboratori, un maggior sostegno agli allievi in difficoltà, il consolidamento e il potenziamento del ruolo di italiano e matematica, la diminuzione delle classi affollate e voleva favorire l’insegnamento di più materie da parte di docenti residenti.
Tutte misure necessarie e attuabili senza stravolgimenti e, oltretutto, condivise anche dai contrari al progetto posto in votazione. Richieste che, tra l’altro, il Governo aveva approvato nel luglio 2017 ma che aveva ”congelato” proprio in attesa del verdetto su “La scuola che verrà”.
A conti fatti è quindi giunto - a mio giudizio – il momento di ripartire da questo delicato settore scolastico basandosi proprio sulle puntuali e mirate proposte contenute nell’atto parlamentare in questione, senza dimenticare altre misure che avevano ottenuto il consenso, quali l’estensione dei laboratori (che già esistono ma che devono essere potenziati in quelle materie dove non sono previsti i livelli) e l’aumento delle ore di insegnamento di opzioni nell’ambito delle settimane a progetto.
Mi auguro quindi che il Dipartimento preposto sappia presentare un nuovo messaggio in tempi rapidi, senza alcun timore ed evitando qualsiasi calcolo preelettorale, proprio partendo da quanto indicato sopra.
I nostri allievi meritano tutta la nostra attenzione affinchè abbiano la possibilità di realizzarsi in un percorso scolastico il più fruttuoso possibile e possano essere personalmente accompagnati al meglio nella scelta di cosa fare dopo la scuola dell’obbligo.
E questo senza perdere ulteriore tempo... nell’interesse di tutta la collettività!
Claudio FranscellaVicepresidente del Gran Consiglio e membro della Commissione scolastica
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