Claudia Crivelli Barella - Le incoerenze della Federazione dei cacciatori
Redazione
Claudia Crivelli Barella - Le incoerenze della Federazione dei cacciatori

Mio nonno era cacciatore, e penso a lui, che avrebbe votato contro questa revisione della legge sulla caccia. Personalmente faccio molta fatica a capire la posizione della federazione svizzera di caccia che è l’associazione capofila a sostegno della revisione della legge sulla caccia. Il lupo porta equilibrio tra selvaggina e bosco, riduce i danni alle foreste e aumenta la biodiversità, ma non solo. Ha pure effetti benefici sulla salute genetica delle popolazioni delle sue prede, in particolare il cervo, operando una selezione naturale a scapito degli individui più deboli o malati. Il lupo è quindi un alleato del cacciatore, non un nemico. Sull’altro campo abbiamo le pecore e le capre, che non sono sempre un toccasana per l’ambiente come vuol far credere l’Unione contadini. Le pecore, se incustodite, sopra il limite del bosco entrano in competizione alimentare con i selvatici, in particolare i camosci e lo stambecco e non di rado trasmettono loro delle malattie, ad esempio la cecità. Il fatto di essere liberi di andare ovunque porta anche a problemi di erosione del suolo ed eccessivo brucamento, che danneggia la biodiversità dei pascoli. Non capisco quindi perché da parte dei cacciatori ci dovrebbe essere un sostegno a queste pratiche agricole controproducenti. Le pecore ci possono stare oltre il limite del bosco, ma con un pastore che le gestisce e le sposta nei posti più idonei. Sotto il limite del bosco la presenza di pecore e capre aiuta a mantenere aperti i pascoli e quindi ad aumentare la biodiversità, ma attenzione però, anche in questo caso se gestite perché altrimenti sconfinano nel bosco (dove il vago pascolo per legge è proibito) e contribuiscono ad aumentare i danni al bosco.

I cacciatori pertanto per coerenza dovrebbero votare NO alla revisione della legge sulla caccia e sostenere le riforme indispensabili all’allevamento ovi-caprino per renderlo compatibile con la presenza dei predatori: in primis l’abbandono del vago pascolo a favore di una gestione delle greggi con pastori e cani da protezione.

Claudia Crivelli Barella, granconsigliera per i Verdi

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