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CIRCA - Droga, il Governo temporeggia, la Commissione dice il falso
CIRCA - Droga, il Governo temporeggia, la Commissione dice il falso
CIRCA - Droga, il Governo temporeggia, la Commissione dice il falso
Redazione
10 anni fa

Il CIRCA prende atto, con rammarico, del rapporto della Commissione speciale sanitaria (CSS) in merito al messaggio concernente il Piano cantonale quadriennale degli interventi nel campo delle tossicomanie (PCI 2015). Lungi dall’aver analizzato la situazione in modo pragmatico, oggettivo e scientifico, la maggioranza della CSS ha sottoscritto una valutazione faziosa e intrisa di preconcetti ideologici. Infatti, considerato il preavviso favorevole del Gruppo esperti (GE) e della Commissione federale per le questioni relative alla droga (CFQD) in merito all’introduzione del drug checking in Ticino, ci si chiede su quali basi la CSS rifiuti categoricamente uno strumento la cui efficacia è stata comprovata in diverse realtà elvetiche. Rammentiamo che lo scopo degli interventi nell’ambito delle tossicomanie è di tutelare la salute delle persone che assumono sostanze le cui conseguenze per il consumatore sono imprevedibili o non sempre consapevoli. In questo senso, l’esame tossicologico delle sostanze costituirebbe un prezioso tassello da incorporare nelle politiche di riduzione dei rischi. “Questi laboratori d’analisi “volanti” presentano il vantaggio di poter essere installati nel cuore dei luoghi d’incontro e delle feste ai quali partecipano i giovani e d’essere equipaggiati non solo per informare sulla composizione dei prodotti, ma anche per trasmettere un messaggio di prevenzione” (CFQD, 2012, p. 85). Inoltre, “il drug checking […] costituisce un approccio selettivo di riduzione del danno e rappresenta una risposta pragmatica alla diversificazione crescente dei consumi, alla variabilità delle concentrazioni dei principi attivi e all’imprevedibilità delle composizioni dei prodotti illegali” (GE, 2015, p. 14).

Per rispondere efficacemente ai rischi sopracitati, è necessario implementare delle misure di prevenzione e di riduzione dei rischi efficaci e al passo coi tempi. Lo scopo di tali misure non risiede soltanto in una miglior protezione dei consumatori e della società nel suo insieme, ma intende altresì ridurre i costi sociali e sanitari provocati indirettamente dalle politiche proibizioniste. L’introduzione del drug checking nel nostro Cantone non è soltanto caldeggiata dal GE. A livello federale, la CFQD (2015) si lamenta del fatto che, nonostante le esperienze positive svoltesi nei Cantoni Zurigo e Berna, le altre regioni della Svizzera continuino a tergiversare sul piano politico. Fa dunque specie constatare che la CSS si opponga fermamente al drug checking. Analogamente, siamo sorpresi dall’allegrezza con la quale CSS e Consiglio di Stato terminano i loro apprezzamenti, ponendo l’accento sul fatto che in Ticino, in quanto a droghe, non vi sia emergenza di alcun tipo. Invero, il GE è meno ottimista quando afferma che ci troviamo di fronte a una “nuova sfida epocale: riuscire ad affrontare il fenomeno dell’abuso di sostanze e comportamenti a rischio in una società che vieppiù si caratterizza come un mercato senza più riferimenti spaziali, anonimo e aperto 24h su 24h” (GE, 2015, p. 20; cfr. anche Zobel, 2014). Anche per questo motivo, l’attenzione degli specialisti, e più in generale delle politiche di prevenzione, deve focalizzarsi sempre più su strategie di salute pubblica, senza nascondersi in modo miope e cocciuto dietro a posizioni ideologiche che nuocciono ai consumatori e alla società. In questo senso, il CIRCA percepisce un’attitudine attendista e pressapochista da parte del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), il quale evita da anni di prendere posizione sul drug checking. A testimoniarlo sono due atti parlamentari (di cui uno risalente a inizio 2010!) che chiedevano l’introduzione del drug checking. Inutile ricordare che i due atti risultino a oggi inevasi (cfr. Allegati).

Infine, non possiamo sottacere un fatto grave. Nel suo rapporto, la CSS fa dire al Consiglio di Stato (citandolo erroneamente) che l’introduzione del drug checking non sia una misura da approfondire in Canton Ticino, travisando palesemente il parere favorevole del Governo. Continuare a osservare il fenomeno del consumo di droga attraverso la lente del pregiudizio ideologico, manipolando addirittura l’opinione del Consiglio di Stato, non può che far riflettere chi ha l’opportunità (e il dovere!) di chinarsi con serietà e apertura mentale su una questione di salute pubblica di vitale importanza quale il consumo di droga nella società ticinese che – piaccia o no – è una realtà che va affrontata.

Per il CIRCA

Sinue Bernasconi (GLRT), Nick Meili (GLRT), Fabrizio Sirica (GISO) e Franco Gabriele Bolckau (GISO).

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