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Ciclismo "Varese 08": discriminata una ditta di Riazzino
Redazione
18 anni fa
Edo Bobbià

Nell’ambito degli appalti dei lavori relativi all’imminente Campionato mondiale di ciclismo “Varese 08”, una ditta ticinese di Riazzino, specializzata nella consulenza, assistenza e gestione di servizi di sicurezza si è vista annullare il mandato per diverse opere a pochi giorni dalla manifestazione; mandato regolarmente assegnatole. Pretestuosamente, il committente “Varese 08” ha giustificato il provvedimento con l’assenza dei requisiti necessari da parte della ditta svizzera a operare in Italia. Ciò è smentito da un fatto molto semplice: l’appalto (di circa 80'000 Euro), fatte le opportune verifiche da parte del committente, era stato assegnato. Poi, verosimilmente, le ditte italiane sono insorte, provocando l’ingiusta ritrattazione. Ritengo che il fatto sia di una certa gravità. Esso viene meno al rispetto degli Accordi bilaterali, e più particolarmente al concetto di reciprocità. La realtà è che in Italia, gli Accordi bilaterali sono un qualcosa di pressoché sconosciuto. Il Governo italiano non ha fatto molto per formare e informare. Siamo considerati extracomunitari, punto e basta. Specialmente i servizi di frontiera non sanno che pesci pigliare di fronte ad imprenditori svizzeri che vogliono operare con legittimità in Italia. Chiedo pertanto al Consiglio di Stato se: è a conoscenza di questo increscioso episodio e come lo valuta dal punto di vista politico ed economico; non ritiene di intervenire con decisione presso l’Autorità federale (SECO), che finora non ha certo brillato in quanto a interessamento e provvedimenti. Ribadisco, per concludere, che la situazione relativa alla reciprocità con l’Italia, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI), è decisamente preoccupante. I dati ufficiali rilevati indicano in modo inequivocabile che l’imprenditoria lombarda e piemontese è sempre più interessata al Ticino. Fin qui, in Ticino, ne abbiamo sofferto relativamente poiché si vive ancora, ed è così da anni, un periodo di alta congiuntura. Altra realtà, evidentemente negativa, la si potrebbe vivere e soffrire qualora la parabola congiunturale volgesse verso il basso. So che il Governo è attento all’economia indigena. È importante che sappia di questa grave disfunzione del sistema di libero mercato, che certamente non è l’eccezione ma la regola, a svantaggio degli imprenditori ticinesi. Ringrazio anticipatamente per una pronta risposta. Edo Bobbià a nome del Gruppo PLRT in Gran Consiglio

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