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Christian Vitta - Truffa del falso nipote
Redazione
12 anni fa

Interrogazione parlamentare - Truffa del falso nipote

Grazie alla tempestiva segnalazione di un parente, poco più di un mese fa la polizia ha potuto arrestare in flagrante una donna che stava appropriandosi di un ingente somma di danaro ai danni di una persona anziana mediante la cosiddetta truffa del falso nipote, ossia spacciandosi per un lontano parente con un urgente bisogno di denaro per una ragione qualsiasi, ma resa plausibile agli occhi della potenziale vittima del reato.

Comunicando l’arresto, il Ministero pubblico ha nuovamente messo in guardia la popolazione, sia le persone anziane contro cui si indirizzano le attività fraudolente dei malviventi, sia i loro famigliari più giovani affinché mettano in guardia il loro parenti e li esortino ad avvisare subito di eventuali sospetti sia loro stessi sia la polizia. Nel suo comunicato il Ministero pubblico sollecita anche di ricevere segnalazioni di tentativi andati a vuoto o magari anche riusciti, temendo, certamente a ragione, che non tutte le persone colpite, per comprensibili sentimenti di frustrazione e di pudore, lo abbiano fatto. Infatti, al danno economico che si patisce nel caso di una truffa andata a segno si accompagna spesso il grande imbarazzo psichico delle vittime, anche nei confronti dei loro congiunti, per essersi lasciate abbindolare.

Del problema si investono anche le associazioni che curano gli interessi della popolazione anziana, come l’Atte, Associazione ticinese terza età o Pro Senectute e altre ancora, che nelle loro pubblicazioni regolarmente mettono in guardia da questi illeciti, oppure, con la collaborazione della polizia, organizzano nelle loro sedi incontri di informazione e di prevenzione da questo, come da altri reati consumati di regola nei confronti delle persone anziane. Ciononostante gli eventi delittuosi sopramenzionati sembrano persistere: nel 2013 sono stati registrati 800 tentativi in Svizzera di cui 74 riusciti, con una perdita media di 53'000 franchi per caso. Ci si può allora giustamente chiedere se non sia possibile adottare misure di carattere più dissuasivo da questi reati e più in generale da quelli che odiosamente traggono profitto dalla possibile maggior fragilità fisica e mentale degli anziani, considerando la persona anziana non soltanto danneggiata ma anche vittima perché lesa nella sua integrità psichica ai sensi degli artt. 115 e 116 del Codice di procedura penale.

Per quanto precede, mi permetto di indirizzare al Consiglio di Stato la seguente i n t e r r o g a z i o n e :

1. Negli ultimi 5 anni in Ticino quante persone anziane (dai 65 d’età in su) sono stati vittime di reati?

2. Quali sono i reati principali di cui sono vittime persone anziane?

3. Quante truffe sono state commesse o tentate ai danni di persone anziane con la tecnica definita “del falso nipote”?

4. A quanto ammonta il danno economico subito da queste persone anziane a seguito di queste truffe?

5. A protezione preventiva delle persone anziane, sono adottabili strumenti legislativi a titolo dissuasivo nei confronti dei potenziali autori di simili reati, per esempio l’applicazione sistematica di aggravanti di pena, considerando le persone anziane che subiscono il danno oltre che danneggiate anche vittime lese nella loro integrità psichica?

Christian Vitta

Deputato PLR al Gran Consiglio

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