
La recente vicenda riguardante i permessi di dimora concessi a pluricondannati stranieri ha sollevato diversi interrogativi riguardo ai controlli e alle prassi in uso per il rilascio degli stessi. Lasciando da parte le polemiche che si sono susseguite, si ritiene importante che si analizzi il problema, e soprattutto si valutino i correttivi che possono essere messi in atto per evitare che situazioni di questo tipo si ripetano in futuro. È evidente a tutti che le procedure attuali presentano delle lacune. La richiesta di un’autocertificazione, nel caso di persone già condannate all’estero, non è sufficiente. Difficilmente un pregiudicato sarà in qualche modo propenso a dichiarare di sua spontanea volontà la verità. Rispettivamente la concessione immediata di un permesso di dimora pone più di un interrogativo. Inoltre, sarebbe opportuno verificare se vi è la possibilità di concedere il permesso solo dopo la scadenza del periodo di prova previsto nel contratto di lavoro. L’accordo sulla libera circolazione delle persone permette ai cantoni di chiedere un estratto del casellario giudiziario per motivi di ordine pubblico. Quindi, se da un lato è vero che le richieste su precedenti penali non possono avere carattere sistematico, dall’altro dei margini di manovra per migliorare l’attuale situazione sono presenti. Date queste premesse, con la presente mozione, il gruppo PLR chiede al Consiglio di Stato di: • Verificare la prassi in atto negli altri Cantoni riguardo la concessione dei permessi di dimora. • Verificare se vi è il margine legale per concedere il permesso di dimora solo dopo la scadenza del periodo di prova previsto dal contratto di lavoro del richiedente. • Valutare se non sia possibile utilizzare anche le banche dati alle quali sono allacciate tutti gli istituti finanziari in Svizzera in esecuzione dei loro obblighi previsti dalla legislazione federale antiriciclaggio. • Approfondire il margine di manovra concesso dall'accordo sulla libera circolazione delle persone che riserva esplicitamente la possibilità di derogare al diritto dei cittadini europei di ottenere un permesso di dimora per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di pubblica sanità. • In sintesi, di proporre dei correttivi per evitare che si ripresentino situazioni imbarazzanti come quelle venute alla luce nel recente passato. A nome del gruppo PLR in GC Christian Vitta M. Quadranti, R. Gobbi, J.F. Dominé, W. Gianora, S. Steiger, F. Schnellmann, L. Orsi, P. Pagnamenta, G. Galusero, F. Celio, M. Polli, G. Viscardi, B. Caprara, R. Badaracco, C. Solcà, A. Giudici, G. Pellanda, N. Brivio
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