
In data 30 agosto 2011 la Divisione viaggiatori delle FFS e le ferrovie affiliate hanno inviato una lettera alle aziende fornitrici svizzere e ticinesi con una sconcertante richiesta. In poche parole, uno sconto sulle forniture a venire, asserendo che le aziende fornitrici costituiscono all'estero buona parte del valore dei loro prodotti, attraverso l'acquisto dei materiali o anche una parte della produzione.
In realtà, le aziende del settore segnalano che questi benefici sono minimi, perché da un lato molti acquisti di materie prime sono comunque effettuati in Svizzera e in franchi, e dall'altro alcune componenti a loro volta contengono ad esempio metalli il cui prezzo è rincarato molto, per cui il vantaggio legato alla debolezza dell'euro si riduce o si annulla.
Oltretutto, le FFS strutturano talvolta le aste di offerta in maniera tale che il concorso deve essere aperto ai mercati internazionali, ben sapendo che ci sono ditte con produzione completamente all'estero in grado di stracciare i prezzi.
Nella circostanza le FFS sembrano dunque comportarsi in maniera contraddittoria rispetto alla Confederazione, che ne è la proprietaria, volendo trarre profitto dal deprezzamento dell'euro e mettendo di conseguenza in difficoltà aziende locali, proprio nel momento in cui la stessa Confederazione sta varando un pacchetto milionario di misure a sostegno dell'economia svizzera che soffre proprio a causa del deprezzamento valutario.
Poiché la misura in atto dalle FFS colpisce anche aziende ticinesi, mi permetto di inoltrare al Consiglio di Stato le domande che seguono:
- Il Consiglio di Stato è informato di questa lettera?
- Come giudica questa iniziativa di un'azienda pubblica di cui la Confederazione è interamente proprietaria?
- Intende farsi portavoce delle preoccupazioni delle aziende fornitrici ticinesi presso le FFS e presso il Consiglio federale, in quanto referente della proprietà?
- In che modo intende se del caso sollecitare la Deputazione ticinese a portare queste preoccupazioni anche di fronte alla Camere federali?
Christian Vitta
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