
Le prospettive per l'investimento AET in Germania diventano sempre più grigie. Dopo la vittoria politica dell'opposizione alla centrale a carbone di Lünen, nella quale AET intende investire decine di milioni di franchi, il tribunale amministrativo di Datteln ha bloccato la costruzione di un’altra centrale a carbone. Il tribunale amministrativo del Nord Reno-Vestfalia ha negato la modifica del piano direttore, necessaria per consentire la costruzione della centrale a carbone di Datteln. Secondo il tribunale la centrale risulterebbe troppo vicina alle abitazioni e non sarebbero stati adeguatamente valutati i pericoli in caso di incendio né l'impatto fonico e ambientale dell'impianto che, una volta costruito, diventerebbe il più grande della Germania. Per quanto non collegata direttamente alla centrale a Lünen, la sentenza del tribunale amministrativo ci ricorda quali sono i rischi legati agli investimenti nel carbone, il peggiore vettore energetico dal punto di vista del bilancio ambientale e fortemente osteggiato dalla popolazione. Anche per la centrale di Lünen sono pendenti dei ricorsi a livello europeo. Infatti, secondo la legge europea questa centrale sarebbe vietata. Il rischio di incappare in guai giudiziari è sempre più reale. Il Gran Consiglio si dovrà pronunciare sull'investimento dell'AET in Germania nella seduta di settembre. Alla luce degli ultimi fatti, i Verdi sono sempre più persuasi che l'investimento dell'AET nella centrale di Lünen, oltre che a essere scellerato dal punto di vista ecologico, rappresenta un rischio finanziario che un'azienda pubblica non deve assolutamente assumersi. Ora e mai più AET deve far cadere la sua partecipazione in questo progetto. Francesco Maggi, deputato Verdi in Gran Consiglio
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