
Migros Ticino e AET hanno sottoscritto un accordo per la costruzione del più grande impianto fotovoltaico della Svizzera Italiana sul tetto della sede centrale della cooperativa Migros di Sant ‘Antonino. I 2600 metriquadrati di pannelli posati su di una superficie inutilizzata, produrranno 407'000 KW/h all’anno di energia pulita e rinnovabile. La produzione per mq sarà di circa 150 KW/h annui. Anche se questa previsione mi sembra piuttosto ottimistica, ritengo che iniziative di questo genere siano da promuovere e sostenere senza alcun tentennamento. L’AET, abbandonando la partecipazione alla centrale di Lünen, si vedrebbe privata di 900 milioni di KW/h all’anno di energia. Per compensare questa perdita con un impianto fotovoltaico, occorrerebbe installare 6’000’000 di mq di pannelli , una superficie di oltre tre Km. di lunghezza per due di larghezza, in zona ben esposta al sole e sperare in stagioni secche, con poca pioggia, poca nebbia e poca neve. Considerando gli spazi indispensabili da frapporre tra i pannelli, il territorio occupato sarebbe sensibilmente più vasto. Di fronte a questo ipotetico scenario, m’immagino la reazione degli ambientalisti che si oppongono alla costruzione di un paio di torri eoliche sul San Gottardo perché deturperebbero il paesaggio. Quindi, smettiamola di prenderci in giro. Ben vengano iniziative come quella di Sant’Antonino, ma sostenere che le fonti energetiche fossili possono essere sostituite in breve tempo dalle energie rinnovabili è pura utopia. All’AET, mancando questa energia da poter distribuire, non rimarrebbe che rivolgersi ad altri produttori per far fronte alla richiesta di industrie, cantieri, ospedali, centri di ricerca, strutture turistiche, economie domestiche ecc. acquistando corrente più cara, proveniente dal nucleare o da altre fonti molto più inquinanti.L’inevitabile aumento dei costi della corrente, oltre a pesare sul bilancio delle famiglie, metterà ancora più in difficoltà la nostra economia, in particolare quella di esportazione, già confrontata con i problemi causati dal franco forte. La conseguenza sarebbe un’ulteriore perdita di posti di lavoro che, per una regione con un tasso di disoccupazione tra i più alti della Svizzera, causerà non pochi problemi soprattutto ai giovani ticinesi. La centrale a carbone di Lünen entrerà in funzione indipendentemente dalla partecipazione ticinese, quindi l’abbandono di questo progetto da parte dell’AET non porterà nessun vantaggio all’ambiente, ma causerà gravi danni alla nostra economia.Con l’approvazione del controprogetto si creerà un fondo di 160'000’000 di fr. per lo sviluppo di energie rinnovabili e per il sostegno di iniziative come quella di Migros Ticino. Quindi un NO convinto all’iniziativa e un SI al controprogetto approvato dal parlamento, che rappresenta una soluzione ragionata, concreta e praticabile. Celso Tantardini, già sindaco socialista di Arogno
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