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Caterina Calzascia - Più semafori, meno traffico: un'unione incompatibile
Caterina Calzascia - Più semafori, meno traffico: un'unione incompatibile
Caterina Calzascia - Più semafori, meno traffico: un'unione incompatibile
Redazione
8 anni fa

A pochi giorni dal termine ultimo per la consegna delle firme a favore del referendum “Basta sprechi: No ai semafori sul Piano di Magadino”, ecco un invito alla popolazione ticinese a fare una scelta responsabile.La spesa prevista dal messaggio governativo approvato lo scorso mese di dicembre dal Gran Consiglio, per la posa di semafori sulla strada cantonale fra Cadenazzo e Quartino in sostituzione di tre rotonde (costruite non molti anni fa), a mio modo di vedere, non può che essere definito uno spreco di soldi pubblici.La spesa ammonterebbe a 3,3 milioni di franchi, i quali sarebbero spesi inutilmente nel tentativo di “rattoppare i buchi” causati dall’incessante traffico di questa tratta, dove l’unica soluzione e priorità, già si sa, è il collegamento autostradale A2-A13. Per ragionare tramite una metafora, è come cercare di curare un cancro con l’antibiotico: questo progetto avrebbe gli stessi effetti di una cura palliativa (se veramente gli studi di ingegneria ci azzeccano!) grazie alla quale si allevia il dolore ma la malattia, purtroppo, rimane. Lo sforzo della politica deve essere quello di anticipare il collegamento autostradale perché non si può aspettare fino al 2030. Una decisione, a parer mio più responsabile nei confronti delle future generazioni, sarebbe anche quella di non sperperare il denaro pubblico, tenuto conto delle difficoltà finanziarie all’ordine del giorno.Oltre a ciò, personalmente ritengo inconcepibile che in uno stato democratico come il nostro, si sia ritornati a votare su una decisione già presa in precedenza. Infatti, il Gran consiglio si era già chinato sulla questione del messaggio governativo lo scorso giugno e il risultato era stato la bocciatura del progetto di semaforizzazione. Che senso ha quindi andare a votare se poi chicchessia ritiene che la decisione presa non vada bene e quindi si deve ripetere l’esercizio politico?Malgrado tutto, fortunatamente esistono altri modi per far valere la democrazia diretta: in questo senso il lancio del referendum – capitanato dal deputato Marco Passalia e sostenuto da tanti altri esponenti di diversi partiti – va nella giusta direzione. La riuscita del referendum permetterà alla popolazione ticinese di andare a votare e di esprimere la propria opinione su questo tema.De Gasperi diceva che la differenza fra un politico e uno statista è che “il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alla prossima generazione”. Quindi, non pensiamo solo al 7 di aprile ma guardiamo oltre. Firmate anche voi il referendum e dite NO ai semafori sul Piano di Magadino!

Caterina Calzascia,Vicepresidente Generazione Giovani Ticino e candidata al Gran Consiglio

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