
E anche per il 2027 arriva il conto: in Ticino i premi aumenteranno ancora del 3,7%. Meno della media svizzera del 5%, certo. Ma il nostro Cantone continuerà ad avere il premio medio più elevato della Svizzera: circa 520 franchi al mese per persona. E allora la domanda è sempre la stessa: fino a quando? Perché ogni anno il copione non cambia: aumenti, spiegazioni, dichiarazioni, tavoli di lavoro, promesse di contenimento. Si parla di invecchiamento, farmaci, nuove terapie, ospedali, prestazioni sempre più numerose.
Tutto vero, ma una domanda rimane: possibile che nessuno riesca mai a fermare la crescita dei costi? Il cittadino, intanto, paga: paga con i premi, con la franchigia, con le imposte e, quando necessario, con il ricorso ai sussidi. Eppure c'è un tema di cui si parla troppo poco: l'uso appropriato della sanità. Non tutto ciò che è possibile fare è necessariamente necessario: visite ripetute, esami superflui, accessi al pronto soccorso per problemi banali, trattamenti prolungati oltre il necessario. Anche la fisioterapia, in alcuni casi, rischia di diventare più una ginnastica a carico della collettività che una reale necessità terapeutica. No, non riguarda tutti e sarebbe ingiusto accusare genericamente pazienti o professionisti, ma gli abusi e il sovraconsumo, quando esistono, hanno un prezzo e quel prezzo lo paghiamo tutti.
Esistono inoltre incentivi economici che non possono essere ignorati: chi eroga una prestazione viene remunerato per quella prestazione. Non è un'accusa: è un dato del sistema e proprio per questo servono controlli e responsabilità. La politica, però, continua troppo spesso a occuparsi delle conseguenze invece che delle cause. Aumentare i sussidi può aiutare chi non ce la fa, ma non rende la sanità meno costosa. Se la spesa continua a crescere, qualcuno continuerà a pagare e quel qualcuno siamo noi.
Basta allora con le solite tiritere, i soliti giri di parole e lo scaricabarile. Il cittadino non vuole più sapere soltanto perché i premi aumentano: vuole sapere che cosa si farà per impedirlo. Servono controlli sull'appropriatezza, responsabilizzazione di tutti gli attori, contrasto agli abusi e incentivi orientati all'efficienza, non semplicemente al volume delle prestazioni. E serve anche il coraggio di dire no quando una prestazione non è necessaria, perché la sanità è un diritto, non un buffet dal quale ci si serve a dismisura: una società seria non può continuare semplicemente a finanziare costi crescenti senza affrontarne le cause. Meno scuse, meno parole, più responsabilità: i cittadini hanno già pagato abbastanza e stanno pagando sempre più.
Elio Del Biaggio

