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Carlo Zoppi - Un sistema esoso e ingiusto
Redazione
12 anni fa

L’attuale sistema assicurativo sanitario svizzero dovrebbe cercare di coniugare interessi privati e pubblici. I numeri però già da qualche anno parlano da soli. Santésuisse ha annunciato per il 2015 un aumento medio del premio di cassa malati a livello nazionale del 3,8%. Una media che supera notevolmente quella degli ultimi dieci anni. Dal 1996 a oggi i premi ticinesi sono aumentati del 76%. Nello stesso lasso di tempo l’aumento delle prestazioni nette, ossia quanto effettivamente viene pagato dagli assicuratori malattia é solo del 61%. Ciò significa che l’aumento in Ticino non é giustificato dai costi.

Attualmente la concorrenza che potrebbe essere utile in altri settori risulta inefficace nel settore sanitario, dove le casse malati si concentrano sulla caccia agli assicurati in buona salute. Concorrenza é sinonimo di enormi spese pubblicitarie, di riserve finanziarie onerose e di un sistema di trattativa dei premi e delle tariffe delle prestazioni mediche opaco.

Una cassa malati pubblica non ci toglierebbe la libertà di scegliere il modello assicurativo adatto alle nostre esigenze. Franchigie e scelta del medico di base rimarrebbero prerogative dei pazienti. Le assicurazioni complementari rimarranno private e con loro anche i medici, i terapeuti e una parte degli ospedali.

Ricordiamoci che dal 1996 ad oggi, il sistema che dovremmo secondo taluni difendere ha fatto pagare ai ticinesi almeno 400 milioni di franchi di premi in esubero, e di questi 400 milioni Berna ci ha riconosciuto il tristemente famoso micro rimborso di 68 milioni, un’elemosina. Pretendere che per il 2015 i ticinesi accettino ancora un aumento quando dalle nostre tasche ancora mancano all’appello centinaia milioni di franchi non sta né in cielo né in terra.

Votando Sì all’iniziativa della cassa malati pubblica non statalizzeremo il sistema sanitario svizzero per avere una sanità definita da alcuni “all’italiana”. Il fronte del No, inondato di denaro dalla lobby delle casse malati si sta dimostrando capace di qualsiasi bassezza e arrampicata sugli specchi pur di gettare confusione nella popolazione, abbassando il livello del dibattito pubblico a livelli infimi per nascondere la mancanza di argomenti convincenti.

Come sempre quando si annunciano gli aumenti dei premi Berna tace. Si sa benissimo che la notizia dell’ennesima mungitura dell’assicurato porterebbe acqua al mulino della cassa malati pubblica. Cosa che si intende naturalmente evitare.

Carlo Zoppi, Vicepresidente PS Lugano

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