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Carlo Zoppi - Salviamo il lavoro in Ticino
Redazione
11 anni fa

L’iniziativa Cantonale “Salviamo il lavoro in Ticino” introduce il principio condivisibile che il lavoro in Ticino dev’essere retribuito in modo dignitoso.

L’iniziativa risulta flessibile e obbliga il Consiglio di Stato e la politica ad esporsi in modo sistematico sul tema dei salari facendo un confronto con il resto della Svizzera. Uno dei punti dell’iniziativa dice: “Dove c’è un contratto collettivo che fissa il salario minimo, si applica quello. Dove non c’è, il salario minimo sarà fissato dal Consiglio di Stato e sarà “una percentuale del salario mediano nazionale per mansione e settore economico”. Il salario mediano ticinese è di quasi 1000 Fr. inferiore a quello svizzero e negli ultimi anni il divario tra noi e il resto del paese non ha fatto che allargarsi. L’iniziativa permette di porre un primo freno a questa evoluzione. La legge di applicazione dovrà fissare un salario minimo sociale in Ticino, che oscillerà tra i 19 e i 20 Fr. orari, quindi circa 3'200 Fr. mensili, senza che sia possibile fare grandi differenziazioni. Ne beneficeranno circa 13'000 lavoratori tra cui molti lavoratori residenti, almeno 7000, oggi dei veri e propri “lavoratori poveri” costretti nella situazione attuale a una disastrosa gara al ribasso con i lavoratori che vivono in Italia.

L’iniziativa è flessibile e ragionevole ed è un primo contributo che va nella direzione della salvaguardia del mondo del lavoro. Limitiamo i salari da fame con un’operazione contro il dumping, che limita la concorrenziaità dei frontalieri e permette ai disoccupati residenti, e a quelli che hanno terminato le indennità, di essere competitivi nella ricerca di un nuovo lavoro.

Carlo Zoppi, Direzione PS

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