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Carlo Zoppi - La politica degli obiettivi e non degli steccati di partito
Redazione
12 anni fa

Durante il periodo natalizio dovremmo essere tutti più buoni e cercare di restare positivi. A volte però la realtà ci colpisce nel profondo, come un cazzotto in faccia e il buonismo di circostanza inevitabilmente va a farsi friggere. É il caso per esempio di tutte le venditrici sottopagate e parzialmente disoccupate che da tempo cercano un impiego senza successo. I recenti casi portati alla luce in Via Nassa sono purtroppo solo la punta dell’iceberg. Lavoratori sfruttati e sottopagati in Ticino sono la regola e la sostituzione dei residenti con frontalieri in settori dove non vige un contratto collettivo non sembra avere fine. Queste discriminazioni sono ancor più inaccettabili perché toccano spesso persone già duramente colpite come giovani e donne.

In questo periodo di scambio di doni, alcuni hanno potuto sbizzarirsi all’insegna dell’opulenza piu sfrenata. I più invece ancora una volta si sono dovuti accontentare, tirarando la cinghia con regali lowcost e pregando di avere ancora un lavoro a gennaio. Il Ticino rimane il cantone con gli stipendi medi più bassi in Svizzera, segno di un’economia debole che non regge il passo con il resto del paese. Negli ultimi anni abbiamo segnato l'incremento più elevato nella creazione di nuove imprese grazie all'arrivo in forze di aziende italiane con annesse pessime condizioni di lavoro e paghe da fame. Dal 2008 al 2013 la black list della SECO responsabile di sanzionare gli abusi ci dice che su circa 2'000 ditte sanzionate in Svizzera, più di 600 avevano lavorato nel nostro cantone. In Ticino si stima che il lavoro in nero sia pari al 9% del Prodotto interno lordo, quindi circa 2 miliardi di franchi. Nell’illegalità non abbiamo rivali. È questo che i luminari a Bellinzona intendono per sviluppo economico e creazione di posti di lavoro? Si preferisce continuare a tollerare l’assunzione sfrenata di frontalieri, la devastazione del territorio con insediamenti di ecomostri di logistica, l’incremento del traffico e la tutela degli interessi privati dei poteri forti? Lavorare nell'interesse dell'intera comunità e non di pochi parrebbe essere proibito.

Nei corridoi del Gran Consiglio il preventivo aleggiava anche quest’anno come lo Spettro del Natale Passato e ricorda alla politica tutti i problemi che non si sono voluti affrontare per difendere gli interessi di steccato. Gli esercizi di taglia e cuci per ragranellare qualche milione non possono risolvere problemi accumulati che necessitano invece soluzioni strutturali lungimiranti che attraggano aziende ad alto valore aggiunto. Dovremmo concentraci sugli obiettivi e sui problemi dei cittadini, a cominciare dalla difesa del mercato del lavoro e impegnarci affinché i ticinesi possano godere nel più breve tempo possibile di misure concrete a protezione della loro qualità di vita, del loro lavoro e dei loro salari.

Carlo Zoppi, Vicepresidente PS Lugano

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