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Carlo Lepori: "Perché il Ticino non accoglie ex-detenuti di Guantánamo?"
Redazione
17 anni fa

È di questi giorni la notizia che la Svizzera, e più precisamente il Canton Ginevra, accoglierà un ex-detenuto della prigione statunitense di Guantánamo (cfr il comunicato stampa allegato di «Amnesty International»). Si tratta di persone imprigionate da più di sette anni senza processo regolare e privi anche dello statuto di prigionieri di guerra. Il governo degli Stati Uniti, sotto la guida del nuovo Presidente Barack Obama, intende chiudere la prigione, sottoponendo a regolare processo le persone accusate di atti violenti e rilasciando gli altri. Questi ultimi sono considerati persone non pericolose, ma spesso non possono essere rimpatriati per i rischi che potrebbero correre nei loro paesi di origine. Comunicando l’accoglimento dell’ex-detenuto uzbeco da parte del Canton Ginevra, la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato che, nella procedura di consultazione in merito, solo il Canton Ginevra aveva risposto positivamente. Se ne deduce che il Canton Ticino aveva risposto negativamente alla richiesta di accettare ex-detentuti di Guantánamo. Allo stesso momento è stato reso noto che due detenuti hanno chiesto di essere accolti nella Confederazione svizzera. Si tratta di due persone di cittadinanza cinese e di etnia uigure. Gli Uiguri sono un’etnia turcofona e una minoranza islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han; gli Uiguri costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione (46%). Un altro gruppo di Uiguri vive nella contea di Taoyuan della provincia di Hunan (Cina centro-meridionale). Gli Uiguri formano uno dei 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti in Cina. Nel luglio di questo anno le regioni abitata dagli Uiguri sono state teatro di movimenti di ribellione contro la strisciante invasione cinese. La repressione delle autorità cinesi è stata particolarmente violenta, anche perché la situazione degli Uiguri è meno conosciuta all’opinione pubblica mondiale di quella, per altro simile, dei Tibetani. I due Uiguri non possono quindi rientrare in Cina, se non con un rischio immediato ed elevato di persecuzione quali indipendentisti. Il Cantone Ticino potrebbe quindi rivedere la sua posizione ed entrare in merito all’accettazione di uno o due degli ex-detenuti uiguri. Questo per riaffermare la sua tradizione umanitaria e la sua secolare apertura ai perseguitati. Si ricordino qui solo la calda accoglienza a numerosi profughi dall’Ungheria, dalla Cecoslovacchia, dal Vietnam e dal Cile. Riaffermazione particolarmente necessaria in momenti in cui le tradizioni umanitarie e la difesa dei diritti umani sembrano dimenticati da molti Ticinesi Per questi motivi interpello il Consiglio di Stato per sapere: Qual è stata la risposta del Governo ticinese alla consultazione federale sull’accettazione di ex-detenuti di Guantánamo? Se essa è stata negativa, per quali motivi il Governo ticinese non ha voluto aderire a questa importante iniziativa della Confederazione? Di fronte alla decisione del Canton Ginevra e alla richiesta dei due detenuti uiguri, il Governo ticinese non ritiene opportuno rivedere la sua posizione e accettarne almeno uno sul territorio ticinese? Carlo Lepori, deputato PS 

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