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Canone e web: le mie risposte al blog
Redazione
19 anni fa
Marco Bazzi

Il mio intervento del 15 novembre in risposta a Gianni Giorgetti di Ticinonline (con il quale non ho alcuna intenzione di litigare) è stato commentato da molti lettori di Ticinonews. Il tema di fondo, sollevato da Giorgetti, era se fosse giusto che TeleTicino, emittente che riceve una quota di canone dall’Ufficio federale delle comunicazioni, usasse questi soldi anche per realizzare un portale internet. La mia risposta è stata: TeleTicino è una cosa, Radio 3i un’altra ancora, e Ticinonews una terza realtà. Il portale web non si finanzia con i soldi del canone. Anzi, é un progetto che per i prossimi anni comporterà delle perdite e che solo a medio termine intendiamo autofinanziare con gli introiti pubblicitari. In altre parole, per il gruppo TeleTicino, il portale è un investimento nel futuro. Le tre strutture giornalistiche, radio, portale e TV si intrecciano in un progetto multimediale, nel senso che utilizzano una redazione comune, che sfrutta le sinergie. È vero che il portale beneficia delle sinergie con radio e TV, ma è anche vero il contrario: grazie al portale i prodotti e le trasmissioni di TeleTicino e Radio 3i sono fruibili via internet, anche da parte di chi non è abbonato a Cablecom o a Bluewin TV. Rispondo qui anche ai lettori che chiedono informazioni sulla possibilità di vedere TeleTicino sul digitale terrestre. Non dipende da noi: sono in corso trattative con la SSR e la RTSI per entrare sul loro multiplexer. Per quanto riguarda invece il satellite, c’è poco da fare: a parte i costi, c’è il problema della concessione, che ci impone come limite territoriale di emissione il Ticino e la Mesolcina, dove prossimamente saremo visibili sul digitale terreste di TeleRätia. In ogni caso, i tre media del gruppo TeleTicino, fanno riferimento a società separate, con contabilità separate, riunite sotto un “tetto” comune. E l’autorità di vigilanza (Ufcom) veglia affinchè non vi siano finanziamenti trasversali. Televisione e radio ricevono un contributo dall’Ufcom che attualmente ammonta al massimo al 25 per cento dei costi (30% per la radio) e che con la nuova legge e le nuove concessioni potrà arrivare fino al 50 per cento. Questo contributo non è un regalo, ma una forma di compensazione finanziaria per le rigide regole a cui radio e TV devono sottostare: limitazione del territorio di emissione, obbligo di realizzare programmi di informazione locale, divieto di certe forme pubblicitarie, limiti di minutaggio e divieto di interruzione di programmi al di sotto di una certa durata, verifica rigorosa dei bilanci da parte dell’autorità federale, eccetera. Ed è anche una compensazione indiretta per la concorrenza sul campo pubblicitario da parte della SSR, finanziata in larghissima parte con il canone, e quindi in grado di offrire tariffe relativamente basse, cosa che non avviene nel campo della carta stampata, dove i giornali non hanno concorrenza pubblica. Ora, il problema, sollevato anche dai blogger, è se il portale di TeleTicino e Radio 3i, sia finanziato con i soldi del canone. Ribadisco: la risposta è no. I costi di realizzazione e di gestione del portale sono imputati a una società separata in via di costituzione, che avrà alle proprie dipendenze i collaboratori che si occupano del web. Ciò non impedisce che, nel quadro di una razionalizzazione delle risorse giornalistiche (la RTSI si sta muovendo nella medesima direzione) chi realizza servizi per radio e televisione utilizzi le informazioni (immagini, testi, audio e video) raccolte nel corso del proprio lavoro per metterle on-line. A chi mi chiedeva se il giorno in cui ho scritto la risposta a Giorgetti ero pagato da TeleTicino o da Ticinonews, rispondo che quel giorno ero in vacanza e quindi ho usato il mio tempo libero per farlo. E tanto ne ho, di tempo libero, che solo oggi riesco a rispondere alle sollecitazioni giunte dai lettori. Rispondo anche a chi ci invita a non fare una guerra tra portali. Noi siamo cresciuti in una mentalità antimonopolista e abbiamo d

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