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Bruno Storni - Discarica inerti di Comano, rispettata la licenza edilizia?
Redazione
12 anni fa

Abbiamo appreso dalla stampa della contestazione da parte del Pianificatore Ing Pierino Borella della discarica citata a margine.

La discarica è ubicata nella zona verso Porza ad est della cantonale davanti alla sede della RSI.

Si tratta di una megadiscarica di una superficie di ca. 20'000 m2 ed un volume valutabile a più di 100'000 m3 !

I lavori attualmente in corso riguardano il completamento della discarica esistente autorizzata con licenze edilizie del 14.04.1998 (licenza base) e del 20.09.2010 (post-licenza).

Come si può costatare le licenze edilizie risalgono a 16 (licenza di base) rispettivamente 4 anni fa!

Le licenze edilizie sono state rilasciate da parte del Comune di Comano, in quanto, si presume, ritenute conformi alle disposizioni legali in vigore (art. 2 Legge Edilizia).

La licenza edilizia decade però se i lavori non vengono iniziati entro due anni dalla crescita in giudicato ed inoltre la licenza edilizia può essere rinnovata fin quando non è modificato il diritto applicabile (art. 14 Legge Edilizia).

Di fatto si è verificato che è stato iniziato un lavoro che non è più continuato entro i due anni dalla concessione della licenza edilizia.

Non si può ad esempio iniziare la costruzione di una casa con la realizzazione delle fondazioni, sospendere il cantiere per 14 anni e riprendere poi la costruzione della casa con la giustificazione che i lavori erano iniziati!

Nel corso degli ultimi decenni sono inoltre entrati in vigore diversi disposti di legge che interessano la materia a livello federale vedi Leggi sulla protezione della natura e del paesaggio e di protezione dell’ambiente.

Ci limitiamo ad accennare alla più recente modifica legislativa cantonale.Il 1° gennaio 2012, è entrata in vigore la nuova Legge sullo sviluppo territoriale (Lst) con il nuovo regolamento d’applicazione (RLst).

Il nuovo diritto pianificatorio (RLst) prevede al TITOLO V il capitolo del Paesaggio che è una novità non contemplata dalle Legislazioni precedenti (LALPT in particolare).

I nuovi articoli che interessano il paesaggio (art. 99 e segg. del RLst) prevedono delle misure di tutela del paesaggio nel senso che gli interventi devono rispondere a determinati principi o concetti quali la varietà, la coerenza d’assieme delle singole componenti e l’unità di carattere (vedi RLst art. 99) e soprattutto che il paesaggio deve essere valorizzato (art. 101 RLst).

Inoltre i progetti che comportano un impatto paesaggistico significativo sono soggetti ad autorizzazione cantonale in particolare quelli che interessano superfici di terreno superiori ai 2'000 m2 (art. 107 RLst).

Si può quindi costatare che anche la post-licenza edilizia rilasciata nel 2010 è stata esercitata solo nel 2014 con il deposito di materiale iniziato verso fine primavera e quindi oltre il termine di 2 anni prescritto dalla Legge Edilizia.

Nel caso in esame ci troviamo inoltre di fronte ad una discarica di ca. 20'000 m2 con un nuovo fronte est costituito da una scarpata ripidissima di ca. 8 m di altezza a contatto con il riale Gaggi che scende da Porza.

E’ stato di conseguenza previsto un accesso pedonale posizionato sulla scarpata che ha più le caratteristiche di una pista di bob che di un percorso pedonale.

La contiguità spaziale e le possibilità di fruizione dello spazio accostato al riale è ora precluso dalla parete della scarpata.

Questa discarica risulta, a nostro avviso in contrasto con i principi di tutela della biodiversità ossia la garanzia delle forme di vita in ecosistemi naturali (vedi strategia del Consiglio Federale a favore della biodiversità).

Si richiama al proposito il commentario all’Iniziativa popolare “Spazi verdi per i nostri figli” - Cap. Biodiversità a rischio.

Nel caso in esame si trattava di uno spazio verde di pianura (pendii in leggero declivio) in prossimità di un corso d’acqua che creava un ambiente umido di enorme valore come ecosistema e come spazio di svago con possibilità di percorrenze pedonali d’accesso al riale.

La discarica ha generato un collasso della qualità degli spazi prativi esistenti e sottrae uno spazio di ca. 20'000 m2 destinato all’agricoltura in quanto il ripristino, se previsto, della qualità del terreno per l’uso agricolo necessita di un lungo periodo di tempo.

Con la nuova Lst, si è inoltre introdotto il termine di paesaggio come bene comune condizione che non è certo riconoscibile nello stravolgimento della situazione morfologica in atto.

Avvalendoci della facoltà concessa dal regolamento inoltriamo la seguente interrogazione

Come giudica il CdS la situazione legale ed in particolare :- se è stato rispettato o meno il termine di 2 anni per esercitare la licenza edilizia secondo le disposizioni della legge edilizia

- se sono state considerate o meno delle nuove disposizioni che riguardano il paesaggio entrate in vigore con la LsT nel 2012

- se il progetto della discarica è conforme ai principi della biodiversità, principi tra l’altro sostenuti dal Governo Federale

Ed inoltre si richiede:- come si sono pronunciate le diverse istanze competenti a livello cantonale ed in particolare l’ufficio Protezione Paesaggio e Natura

- come si è pronunciato il Municipio di Comano ed in particolare se sono state o meno indicate in licenza le eventuali condizioni del preavviso cantonale

- di produrre la documentazione relativa all’incarto della domanda di costruzione secondo l’art.12 cpv. c del RALE

- di procedere ad una valutazione della stabilità della scarpata ad est verso la zona Monda di Porza e più in generale della stato di sicurezza del riempimento considerata anche la vicinanza del camino di aereazione della galleria Vedeggio-Cassarate

- nel caso si dovessero verificare delle violazioni formali e materiali del diritto applicabile di ordinare il ripristino dello stato originario dei luoghi

Bruno Storni, Giancarlo Seiz, Francesco Maggi, Ivan Cozzaglio

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