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Bruno Storni - Cina: dalla Luna a Corippo
Bruno Storni - Cina: dalla Luna a Corippo
Bruno Storni - Cina: dalla Luna a Corippo
Redazione
8 anni fa

Significativa nuova missione spaziale cinese Chang’e 4 posatasi inizio anno sulla faccia nascosta della Luna nel più grande cratere del nostro sistema solare, sito geologicamente importante per studiare e capire la composizione interna della Luna e di riflesso della Terra dalla quale si è formata.

50 anni dopo Apollo 8 che aveva portato l’uomo la prima volta a staccarsi dal campo gravitazionale della Terra e circumnavigare la Luna, missione “politica” ad altissimo rischio frettolosamente organizzata in pochi mesi per non vedere ancora una volta i Sovietici davanti. Una corsa che culminò sette mesi e 3 missioni più tardi all’epica impresa di Apollo 11. Ora a cimentarsi seriamente con la Luna sono i Cinesi, iniziando nel 2007 con la prima missione Chang’e 1 che fece una mappatura precisa della superficie Lunare, dopo 11 anni siamo alla quarta, nei prossimi 10 ne sono in programma altre 3 e, per inizio 2030, dovrebbe arrivare la missione umana.

La differenza è nel metodo, nei tempi, nella continuità dell’approccio cinese. USA dal 1968 al 72 9 missioni umane attorno alla Luna, Cina dal 2003 6 missioni umane. Gli USA, dopo i fasti finanziari della straordinaria corsa alla Luna e del non meno straordinario ma insostenibile Space Shuttle, dal 2011 sono appiedati e usano il taxi russo Soyuz per accedere alla stazione spaziale, in Cina nel frattempo, senza troppo clamore, hanno sviluppato vettore, capsula e pure una piccola stazione spaziale e trasportare autonomamente donne e uomini nello spazio. Da notare che per decisione del governo americano la NASA non può collaborare con l’Agenzia Nazionale Spaziale Cinese.

Un po’ da tartaruga e lepre con la tartaruga che inizia a sorpassare la lepre in vari ambiti tecnologici. Ma la missione Chang’e 4 porta altri aspetti simbolici, a bordo c’è anche un esperimento di biosfera proposto da studenti cinesi per osservare la nascita di esseri viventi sulla Luna, non a caso hanno scelto bachi da seta, un richiamo all’invenzione cinese della seta per alcuni millenni rimasta segreta, esportavano solo il prodotto, la coltivazione dei bachi da seta in occidente arrivò solo nel 500.

Se il programma Apollo aveva spinto l’economia USA al grande balzo tecnologico, la rivoluzione microelettronica che ancor oggi con Intel, Apple, Google, Facebook, ecc. cavalcano, in Cina hanno gradualmente acquisito competenze e innovato notevolmente, oggi offrono tecnologie di punta strategiche ad esempio la banda ultra larga arrivata recentemente anche a Corippo senza costosi cantieri stradali per posare fibre ottiche ma con tecnologia G.Fast sviluppata in 3 anni da Huawei. Cina che primeggia anche nel 5G infrastruttura strategica per la prossima rivoluzione tecnologica, tanto che gli USA non solo alzano barriere commerciali ma promuovono boicotti tecnologici internazionali.

Intanto molta innovazione anche su Chang’e 4, per la prima volta nello spazio un microcalcolatore usa intelligenza artificiale per interpretare le immagini del suolo durante la discesa e scegliere autonomamente il punto migliore dove posarsi, mentre la comunicazione con la sonda perennemente sulla faccia nascosta della Luna avviene tramite un satellite posizionato più lontano che fa da ponte radio e che l’agenzia spaziale cinese mette a disposizione della comunità scientifica mondiale, un po’ come per il G.Fast o il 5G. Più che alzare barriere commerciali (le hanno anche i cinesi) e nuovi boicotti dovremmo investire meglio nell’innovazione e nella sua applicazione anche per risolvere il vero grande problema del nostro pianeta, il riscaldamento climatico.

Bruno Storni

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