Bruno Storni - 5G Huawei la Cina e gli USA
Bruno Storni - 5G Huawei la Cina e gli USA
Foto CdT/Gabriele Putzu
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Il confronto commerciale/tecnologico tra USA e il resto del mondo è entrato in una nuova dimensione. Se finora gli USA vietavano la vendita di calcolatori, microelettronica e altro a Paesi non “amici”, oggi siamo al contrario con la Cina che ha superato tutti nel 5G, e gli USA che vietano l’importazione di tecnologia 5G cinese per questioni di sicurezza nazionale.

Ma a mettere la Cina e Huawei in posizione dominante nel mercato dei sistemi di telecomunicazione non è tutto merito dei cinesi sicuramente tecnologicamente molto bravi ma molto demerito USA per come hanno gradualmente distrutto il chiaro vantaggio che avevano proprio nelle tecnologie dei sistemi di telecomunicazione, telefonia cellulare in particolare.

A cominciare dalle politiche antitrust che da sempre hanno tenuto sotto pressione AT&T che storicamente ha inventato e creato la rete telefonica USA sviluppando la tecnologia, fabbricando anche le componenti. Antitrust che ha successivamente imposto smembramenti societari, cessioni di attività all’estero o cessioni di licenze.

La telefonia è stata a lungo il motore dell’innovazione elettronica sia il tubo a vuoto che il transistor furono inventati per esigenze della telefonia per amplificare il segnale vocale che si attenua sulle linee telefoniche particolarmente lunghe degli USA.

Ma già la nuova tecnologia del transistor inventato nel 1947 da Bell Labs il laboratorio di ricerca di AT&T che era sotto pressione per una causa antitrust, dovette svenderla per 25’000 $ di licenza compreso seminario di 8 giorni e manuale di 800 pagine, diffondendo il rivoluzionario transistor a 35 aziende, Ericsson compresa, che poterono iniziare a produrne e usarli senza grandi investimenti di ricerca.

Intanto l’industria microelettronica e di telecomunicazione USA continuò a correre sull’onda dell’innovazione spinta e finanziata sia dal dipartimento della difesa che dalla sfida per la Luna che necessitavano componenti leggere miniaturizzate, ma anche per sviluppare la rete telefonica sia fissa che mobile.

Il primo cellulare portatile di Motorola arrivò nel 1973 il prototipo di quello poi diventerà la rete 1G nel 1983, nel 1971 l’Intel aveva messo sul mercato il microprocessore il nuovo rivoluzionario prodotto della microelettronica USA.

Leadership però incrinata con il 2G a vantaggio delle europee Nokia ed Ericsson le quali con il sistema GSM vinsero anche sul mercato americano la sfida contro CDMA lo standard 2G USA: GSM conquistò l’80% del mercato mondiale. GSM dove G sta per Global era stato sviluppato dall’European Telecommunication Standard Institute appartenente alle regie telefoniche nazionali dei vari Paesi Europei, mentre CDMA era stato sviluppato da Qualcomm una ditta USA appena fondata. Il mercato scelse lo standard pubblico non quello privato, solo dal 4G LTE abbiamo uno standard unico globale.

A dare il colpo di grazia all’industria di telecomunicazione USA contribuì il Telecomunications Act del 1996 subito dopo che dalla storica AT&T nacque la potente Lucent che dovette però operare secondo le regole di Wallstreet, dei risultati trimestrali, frenando gli investimenti nell’innovazione, sviluppo e ricerca perdendo successivamente il mercato, crollando pesantemente con la crisi finanziaria dotcom di inizio millennio, dai 100mila collaboratori iniziali finì a 35mila nel 2006.

Intanto in Cina sia grazie a finanziamenti statali e di banche d’investimenti statali che per politiche di mercantilismo dell’innovazione e chiaramente per la crescente competenza tecnologica si creavano le condizioni per lo sviluppo dell’industria delle infrastrutture di telecomunicazioni in particolare le nuove reti cellulari.

Per il 5G già a livello preparatorio Huawey ha contribuito in modo predominante depositando oltre 5000 brevetti e presentando il 40% delle proposte di definizione all’organizzazione 3GPP che definisce gli standard e protocolli di telefonia dal 3G al 5G.

Gli USA hanno mantenuto una forte presenza nei prodotti di massa smartphones, tablet e relativi componenti microelettronici o nei service provider, ma l’industria degli impianti di telecomunicazione, delle reti, è ormai limitata a CISCO ma non nel cellulare e a Google con le proprie reti interne e servizi.

Tentativi del governo USA di far acquistare a CISCO (nota per i firewall trasparenti per la NSA) le europee Ericsson e Nokia per riportare negli USA le competenze nei sistemi di telecomunicazione cellulare non sembrano fattibili, Nokia aveva ripreso nel 2006 Lucent-Alcatel e oggi è proprietaria di quel rimane del prestigioso Bell Labs da 9 premi Nobel e inventori del transistor, laser, cella fotovoltaica, fibra ottica, ecc.

Il boicotto USA contro Huawei oltre a questioni di sicurezza nazionale è da vedere in chiave protezionistica (tardiva) per un mercato da centinaia di miliardi che l’industria USA ha perso anche per aver concesso da sempre la rete telefonica al privato senza mai considerarla di interesse nazionale, ma regolata da rigide politiche antitrust.

Per concludere un aneddoto che illustra come si continua ad agire negli USA. Nel 2017 Apple intentò una causa contro Qualcomm (oggi la più importante azienda USA e forse mondiale di componenti di comunicazione per cellulari). Apple riteneva i prezzi dei componenti e delle licenze Qualcomm troppo elevati esigendo risarcimenti miliardari, denuncia che fece anche scattare una causa antitrust da parte del Dipartimento della Giustizia. Le cause nel frattempo sono state chiuse con accordi. Forse un segnale che si inizia a capire che mentre negli USA lavora l’antitrust in Cina lavora la ricerca.

Bruno Storni, consigliere nazionale Ps

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