
La realizzazione di un collegamento diretto fra la regione del Locarnese e la rete autostradale nazionale è prevista dal Piano regionale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia, e rappresenta uno degli obiettivi pianificatori indicati nella scheda di Piano direttore. Recentemente, la Commissione intercomunale dei trasporti e l’Ente regionale di sviluppo hanno chiesto al Consiglio di Stato di anticipare la progettazione di massima sulla variante 3A.
Condivido la loro presa di posizione. Tuttavia, è doveroso fare alcune considerazioni. Le varianti di tracciato rimaste in corsa sono tre: la “variante 2” che segue il tracciato della strada cantonale esistente, la “variante 6” con la sua galleria prevista tra Cadenazzo e Quartino e la “variante 3” che si sviluppa parzialmente lungo la linea ferroviaria. Tutte proposte di tracciato che hanno seguito un lungo iter procedurale richiesto dall’Ufficio federale delle strade. In particolare, si è trattato di verificare la fattibilità di separare i flussi di traffico e di formare corsie di accelerazione in entrata al nuovo tracciato. Dopo i dovuti approfondimenti e analisi di confronto, la variante 3 risulta la migliore sotto vari punti di vista. Una variante che richiede tempistiche di realizzazioni inferiori e permette la possibilità d’esecuzione a tappe. Rappresenta anche la soluzione più economica e soprattutto è condivisa da tutte le parti interessate.
Ora il dossier è nelle mani dell’Autorità federale. Non è ancora dato di sapere se la variante 3A (variante 3 aggiornata) verrà poi sostenuta dalla Confederazione. Intanto, il tracciato proposto non figura nella pianificazione dei futuri interventi realizzativi sulla rete delle strade nazionali, tanto più che il Consiglio federale è alla ricerca di nuovi sistemi di finanziamento per ampliare la propria rete autostradale.
E in attesa che Berna decida sulla variante, il Locarnese è confrontato con un costante sviluppo del Piano di Magadino, sul quale circolano giornalmente oltre 40'000 veicoli. Le rotonde realizzate a Cadenazzo e a Contone, pensate come “elementi” di moderazione del traffico, non garantiscono le migliori condizioni di viabilità sulla rete stradale.
A questo proposito, il Dipartimento del Territorio, per il tramite dell’On. Claudio Zali, ha appena comunicato alle Commissioni di trasporto e ai Comuni coinvolti alcuni interventi di miglioria previsti a breve termine. Nel frattempo, bisogna far pressione sull’Autorità federale affinché scelga al più presto la variante proposta dal Cantone. Anticipare i lavori di progettazione come chiesto dalla Cit e Esr presuppone perlomeno un adesione di principio da Berna, senza la quale si rischia di lavorare e spendere denaro inutilmente.
Bruno Buzzini - Consigliere comunale di Locarno e candidato al Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi
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