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Bruno Besomi - Riportiamo l'anziano al centro del villaggio
Redazione
11 anni fa

La popolazione anziana della Svizzera è in costante aumento e fino qui penso che siamo tutti d’accordo!

Il detto popolare dice che un genitore può accudire 12 figli ma 12 figli non sono in grado di accudire un genitore. Di fatto le case per anziani presentano liste d’attesa chilometriche e molti anziani vengono posteggiati in cliniche di riabilitazione in attesa dello sfratto deciso dalle casse malati per insufficienza di motivazioni cliniche. Si aggiungono pasti a domicilio, assistenze domiciliari e cure di ogni genere. Tutto ciò con costi importanti a carico della comunità.

Ovviamente il fatto che esistano tutte le strutture citate è senz’altro un bene e non potremmo certo farne a meno. Vi sono persone in età avanzata che non possono, per varie ragioni, vivere a casa e hanno bisogno costantemente di cure particolari. Ma in questo articolo voglio parlare degli anziani in discrete condizioni di salute fisica e mentale ma non sufficientemente autonomi da poter vivere da soli.

Alcuni famigliari, purtroppo troppo pochi, decidono allora di farsi carico del parente bisognoso garantendogli l’aiuto necessario.

Oggi circa il 40% delle giovani coppie con figli piccoli si affida ai nonni per poter continuare entrambi un’ attività professionale, ci sono poi le coppie separate o divorziate (in Svizzera abbiamo circa il 40% dei matrimoni che finiscono con un divorzio) dove il ruolo dei nonni diventa addirittura decisivo sia in ambito pratico che dal profilo del sostegno affettivo a bambini / ragazzi che di fatto diventano le prime vittime di una separazione.

Dopo anni trascorsi a fare da pilastri alle famiglie i nonni invecchiano, si ammalano o semplicemente diventano più fragili per un processo fisiologico inevitabile salvo rare eccezioni.

In questi casi i figli potrebbero decidere di assumersi la cura dei propri anziani ma in quel momento intervengono spesso timori, preoccupazioni e molti interrogativi:chi se ne occupa? Chi gli preparerà da mangiare? Chi lava e stira? Chi li porterà dal medico? Chi gli preparerà i farmaci? O peggio chi avrà tempo di ascoltarli? ecc. ecc.

Secondo me è arrivato il momento di sostenere anche economicamente tutte quelle famiglie che invece decidono, assumendosene la responsabilità, di riportare l’anziano all’interno del nucleo famigliare ridando vita ad antichi e ormai negletti valori. Una società sana deve occuparsi anche dei suoi anziani e non semplicemente delegando questo ruolo ad altri. Il buon esempio datoci dai nostri genitori garantirà un futuro anche a noi, oggi giovani e indipendenti. Diventeremo vecchi e bisognosi e solo pochi di noi preferiranno passare gli ultimi anni della propria vita in una casa per anziani o inviati come un pacchetto postale da una clinica all’altra finché morte non ci separi.

Casse malati e cantone sovvenzionano ogni tipo di sostegno e organizzazioni che fanno le veci dei figli, ne sono nate davvero molte negli ultimi anni. Tutto questo per far sì che nessun figlio debba sentirsi obbligato ad assistere i propri genitori. Ma dove siamo finiti?

Se venissi eletto in Gran Consiglio mi farò promotore convinto e deciso di sovvenzioni per chi deciderà di integrare l’anziano nel proprio nucleo famigliare dove in ogni caso di norma si cucina, si lava, si stira e si fa la spesa per tutti i membri della propria economia domestica , una persona in più non sarà mica una catastrofe!

L’iter da seguire non sarà quello di oggi quali gli assegni di grande invalidi con attese di due anni, ma semplicemente una dichiarazione del medico di famiglia e un cambio di domicilio. Avremo degli anziani più felici, dei figli che potranno approfittare della presenza equilibrante dei nonni e coppie meno indaffarate a rincorrere le emozioni della vita con tutte le conseguenze note.

Gli anziani oltre ad essere tanti e in aumento in ogni parte del mondo hanno molte energie umane, spirituali e culturali da mettere al servizio di tutti. Rinchiusi in strutture ben organizzate ma asettiche come potranno esprimere tutta questa ricchezza e a chi potrà servire tutta quella esperienza accumulata durante l’università della vita?

Cicerone difendendo la posizione dell’anziano scrisse:“Nulla di vero affermano quelli che dicono che il timoniere in navigazione, non fa nulla, dato che altri salgono sugli alberi, altri corrono su e giù sui ponti, altri svuotano la sentina dell’acqua, mentre lui, tenendo la barra del timone, se ne sta in riposo seduto a poppa! Non fa quei lavori che fanno I giovani, ma ne fa altri molto più seri e più importanti. Le grandi cose non si fanno con la forza o con la velocità o con l’agilità del corpo, ma con la saggezza, con l’autorità, con il prestigio delle quali virtù la vecchiaia di solito non solo non è priva ma anzi ne è arricchita”Pensiamoci!

Bruno Besomi candidato al Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi

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